Infermieri: si allenta l’esclusività del rapporto di lavoro per i dipendenti che potranno vaccinare anche dopo il loro orario di lavoro ordinario, moltiplicando esponenzialmente l’offerta e abbattendo le attuali disuguaglianze nell’accesso ai vaccini anche in una stessa area geografica.
Oggi infatti gli infermieri dipendenti sono circa 270mila e se solo un terzo di questi dovesse aderire alla campagna vaccinale (ma il numero sarà sicuramente maggiore), ci saranno almeno 90mila vaccinatori in più, in grado, in media, di eseguire 12 vaccinazioni ogni due ore e, quindi, con sole due ore al giorno per cinque giorni a settimana, si potrebbero aggiungere a quelle già programmate, secondo le stime FNOPI, fino a 5,5 milioni di vaccinazioni in più ogni settimana. Disponibilità di vaccini permettendo naturalmente e con le necessarie garanzie e tutele legali per i vaccinatori.
Questo il risultato dell’introduzione nel decreto Sostegni della previsione di allentare il vincolo di esclusività per gli infermieri dipendenti, dando seguito alla richiesta della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che nei giorni scorsi ha prospettato e articolato tra le soluzioni possibili per un cambio di passo nella campagna vaccinale, proprio l’allentamento dell’esclusività per gli infermieri, da sempre vaccinatori nei centri vaccinali pubblici.
Grazie a questa nuova possibilità, sarà possibile aumentare la capacità vaccinale del Paese, garantire più equità di accesso ai vaccini e uscire il più rapidamente possibile dalla pandemia.
“Accogliamo con soddisfazione la norma richiesta e proposta dalla nostra Federazione di superamento dell’esclusività al ministro della Salute Speranza, alla struttura commissariale del Generale Figliuolo e a tutto il Governo”, ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI.
“Siamo certi che questa soluzione sarà in grado di mettere in sicurezza il maggior numero di cittadini possibile ben prima dei tempi finora immaginati”.
“Gli infermieri dipendenti – aggiunge – hanno già manifestato la loro piena disponibilità a essere vaccinatori in molte Regioni se fosse stato rimosso lo scoglio dell’incompatibilità a prestazioni extra-azienda da cui dipendono. Gli infermieri ci sono e ci saranno sempre per scrivere la parola fine alla situazione che da oltre un anno vive il Paese e il mondo intero. Come hanno già dimostrato e dimostrano ogni giorno nella pandemia, dove sono i professionisti sempre accanto ai cittadini, a chi soffre, a chi altrimenti sarebbe solo”.
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