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Fine al numero chiuso in Medicina: Fratelli D’Italia presenta il DDL

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Sicilia: approvata la legge per abolire il numero chiuso a medicina
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In un possibile cambio di rotta nei test d’ingresso per le facoltà di Medicina e chirurgia, un disegno di legge presentato da Fratelli D’Italia potrebbe portare all’abolizione del numero chiuso.

La senatrice Ella Bucalo è al centro di questa proposta, che mira a una direzione più meritocratica per superare le controversie e affrontare la carenza di personale medico nel territorio nazionale.

Il disegno di legge, attualmente in esame al Senato, propone una modifica radicale delle modalità di accesso alle facoltà di Medicina e chirurgia, sostituendo il criticato test a crocette e eliminando il concetto di numero chiuso, ritenuto poco adatto ai principi di meritocrazia e preparazione. Secondo quanto riportato da Orizzonte Scuola, la proposta prevede la valutazione del profitto degli studenti, che avranno sostenuto e superato gli esami del primo semestre, al posto del test d’ingresso.

La senatrice Ella Bucalo, portavoce del Dipartimento Università di Fratelli D’Italia, ha dichiarato:

“L’obiettivo del ddl è quello di sostituire tale selezione, che spesso mortifica la preparazione dei candidati, con una valutazione del profitto degli studenti.”

Secondo Bucalo, questa direzione mira a rendere più agevole l’accesso alle facoltà di Medicina e chirurgia basandosi su una valutazione più concreta dal punto di vista del merito accademico. Nel caso in cui il disegno di legge ottenesse un esito positivo al Senato, gli studenti potrebbero iscriversi al primo anno di tali facoltà senza dover affrontare i test a crocette e senza limitazioni di numero.

“Un sistema basato sul principio che tutti i ragazzi debbano avere il diritto di confrontarsi alla pari”, ha spiegato la senatrice Bucalo, “di partire dagli stessi blocchi di partenza e di essere giudicati sul reale merito e sulle loro motivazioni.” Il dibattito attorno a questa proposta promette di essere intenso, poiché il sistema di selezione proposto potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nelle procedure di accesso alle facoltà mediche, sollevando domande riguardo alla sua attuazione e agli impatti sulle future generazioni di studenti.

Redazione Nurse Times

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