Home Cittadino Emicrania: nuovi farmaci e corretto stile di vita per combattere una delle malattie più invalidanti
CittadinoEducazione Sanitaria

Emicrania: nuovi farmaci e corretto stile di vita per combattere una delle malattie più invalidanti

Condividi
Emicrania, nuovi farmaci riducono la frequenza degli attacchi
Condividi

Gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, somministrati per via sottocutanea ogni mese o trimestralmente, possono rendere il disturbo più tollerabile.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’emicrania rappresenta la seconda malattia più invalidante per il genere umano. Si tratta di un disturbo neurologico che colpisce principalmente il sesso femminile nelle fasi centrali della vita. Ha una forte componente genetica, alla quale si aggiungono fattori legati allo stile di vita.

Il dolore persiste generalmente dalle 4 e alle 72 ore ed è solitamente pulsante e di forte intensità. Inoltre risulta aggravato dall’attività fisica, quindi occorre stare necessariamente a riposo. Come se non bastasse, poi, al dolore si associano altri sintomi, quali nausea e vomito, intolleranza a luce e rumori, dolore cervicale, vertigini, depressione, ecc. Non solo. Alla fase del dolore ne segue un’altra, caratterizzata da stanchezza, inappetenza, vertigini.

Per curare l’emicrania esistono oggi diversi farmaci innovativi, che consentono di migliorarne la tollerabilità. Si tratta degli anticorpi monoclonali anti-CGRP, somministrati per via sottocutanea ogni mese o trimestralmente, e capaci di bloccare la proteina che causa gli attacchi. Attualmente ne esistono tre tipi: erenumab, galcanezumab e fremanezumab.

Unitamente a questi farmaci si può assumere anche la tossina botulinica, che contribuisce a migliorare il trattamento dell’emicrania cronica. Anche questa prevede una somministrazione periodica trimestrale, secondo un protocollo di iniezioni standardizzato. In ogni caso, oltre che sulla cura farmacologica, si deve puntare sul cambiamento dello stile di vita, rimuovendo ad esempio quei fattori che scatenano o aggravano la patologia e che possono essere di carattere psicologico, ambientale, lavorativo e alimentare.

Redazione Nurse Times

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Leucemia linfoblastica acuta in età pediatrica: radioterapia pre-trapianto più efficace della sola chemioterapia
CittadinoNT NewsOncologia

Leucemia linfoblastica acuta pediatrica: identificati sottogruppo a prognosi sfavorevole e possibile bersaglio terapeutico

Un’alterazione del gene PAX5 individua chiaramente un sottogruppo di leucemia linfoblastica acuta...

CittadinoNT NewsSalute Mentale

Alzheimer: uno spray nasale per difendere neuroni e memoria

Uno spray nasale contenente vescicole rilasciate naturalmente dalle cellule potrebbe funzionare contro...

CittadinoEducazione SanitariaLombardiaNT NewsRegionali

Neurostimolazione, 4 persone con lesione midollare completa tornano a camminare

Quattro persone con lesione midollare toracica cronica e funzionalmente completa, prive di capacità...

CittadinoEducazione SanitariaNT News

Rimozione degli accessi venosi centrali: nuovo webinar di IVAS

Nuovo evento formativo promosso dalla Italian Vascular Access Society (IVAS), in collaborazione con...