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Decreto Bollette, la soddisfazione di Opi Taranto: “Primi interventi su professioni sanitarie e pronto soccorso. È una svolta epocale”

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infermiere di famiglia
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del presidente Pierpaolo Volpe.

Con il decreto licenziato dal Consiglio dei ministri qualche giorno fa il Governo, con coraggio e determinazione, ha approvato misure che possiamo definire “storiche” per tutte le professioni sanitarie. L’Esecutivo, seguendo le indicazioni del ministro della Salute, professor Orazio Schillaci, ha finalmente reso possibile la libera professione intramoenia per gli infermieri e per tutte le professioni sanitarie, rimuovendo una norma anacronistica contenuta nel Testo unico del pubblico impiego relativa al vincolo di esclusività dei pubblici dipendenti.

Con questo decreto vengono finalmente accolte le richieste contenute in un documento presentato dagli Ordini delle professioni infermieristiche e da vari stakeholder al Governo, sia in fase di insediamento che ai candidati al Parlamento durante la campagna elettorale. “Su questo tema mi sono speso in prima persona con tutti i candidati politici e poi con i parlamentari eletti”, evidenzia Pierpaolo Volpe, presidente di Opi Taranto.

È la prima volta che un Governo interviene con coraggio sul vincolo di esclusività nel settore pubblico: tutti i tentativi precedenti sono stati affossati dal Parlamento oppure sono stati edulcorati con interventi tampone e temporanei durante la fase pandemica. La modifica normativa approvata dal Governo è nei fatti un intervento strutturale in materia di lavoro pubblico e di sanità.

“Sono estremamente soddisfatto – afferma Volpe –. Il provvedimento accoglie le richieste della professione infermieristica e si inserisce in più complesso pacchetto di interventi che deve necessariamente prevedere lo sviluppo delle competenze avanzate per gli infermieri e per tutte le professioni sanitarie, al fine di dare finalmente compiuta attuazione alla Legge 43/2006 e alla Legge 251/2000 nell’ottica multidisciplinare di una nuova sanità”.

E ancora: “Finalmente si potranno dare risposte anche al settore privato, che lamenta ormai da troppo tempo la carenza di infermieri. Consentendo al personale esperto in possesso di competenze avanzate e certificate da percorsi universitari di svolgere attività libero-professionale, si potrà supportare la sanità privata e le strutture residenziali utilizzando personale specialistico”.

Il cosiddetto Decreto Bollette ha previsto anche altri interventi a favore delle professioni sanitarie. Per affrontare il grave problema delle aggressioni nei confronti del personale sanitario si modifica il Codice penale, e il reato a carico degli operatori sanitari, siano essi pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, diventerà aggravato con pena fino a sette anni. La novità più importante è che il reato sarà procedibile d’ufficio.

“Finalmente il Governo fornisce risposte concrete, che fungeranno da deterrente all’annoso tema delle aggressioni, in questi ultimi giorni tornato in auge per violenze gratuite e immotivate a carico di un medico e di una infermiera”, sottolinea Volpe.

Sempre in tema di pronto soccorso viene anticipata al 1° giugno 2023 l’operatività del fondo destinato all’indennità di pronto soccorso per medici e infermieri. Gli stipendi, quindi, saranno ritoccati al “rialzo” sei mesi prima del previsto. Questo è un primo, timido e necessario intervento del Governo per incentivare il lavoro nel sistema dell’emergenza-urgenza, non certo attrattivo. Per il presidente di Opi Taranto è certamente apprezzabile un intervento in tal senso, ma non basta: è necessario fornire risposte concrete ai sacrifici dei professionisti sanitari.

A conclusione dell’analisi del provvedimento del Governo, ritenuto estremamente positivo, Volpe rilancia sul tema del lavoro usurante: “La Professione infermieristica è certamente un lavoro usurante, in quanto rientrante non solo nelle più ampie ‘professioni d’aiuto’, ma in quelle professioni che assorbono l’intero peso di un sistema al collasso, privo di modelli organizzativi efficienti, molto spesso minato dalla grave carenza di personale. Chiedo che il Governo intervenga anche in questa direzione”.

Redazione Nurse Times

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