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Crisi di Governo: tutti i provvedimenti a rischio in materia di sanità

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Crisi di Governo: tutti i provvedimenti a rischio in materia di sanità
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Le dimissioni di Draghi, se confermate, rischiano di bloccare una serie di progetti legislativi, alcuni dei quali già a buon punto.

Se il premier Mario Draghi confermasse le proprie dimissioni e il presidente Sergio Mattarella sciogliesse le Camere, numerosi progetti a cui il Parlamento sta lavorando subirebbero un brusco stop. Tra questi, la riforma della sanità territoriale, che nei prossimi mesi dovrebbe divenire operativa in attuazione del DM 77. Ma anche altre novità in materia di sanità sarebbero a rischio. Vediamo quali.

Dopo il primo via libera arrivato da Montecitorio, rischia di arenarsi al Senato l’esame della legge sul suicidio medicalmente assistito, come pure la legge delega per la riforma degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

In commissione Igiene e sanità, oltre alla riforma della sanità territoriale, si fermerebbero importanti disegni di legge attesi da tempo, come quello sulla creazione del profilo professionale di autista soccorritore e quello sulla riforma del sistema di emergenza-urgenza.

Inoltre non vedrebbero la luce le proposte per l’istituzione dello psicologo di cure primarie, sull’istituzione della Giornata nazionale della prevenzione veterinaria e sul diritto all’oblio per i malati oncologici.

Si bloccherebbe poi la legge su conservazione del posto di lavoro e permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. Come pure la legge sull’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’uso dell’amianto e sulla bonifica dei siti contaminati.

Stop anche al disegno di legge per l’istituzione del budget di salute, volto a garantire un progetto di vita indipendente alle persone con disabilità, e al progetto di legge su prevenzione e lotta contro l’Aids e le epidemie infettive aventi carattere di emergenza.

A fermarsi sarebbe anche il Ddl Concorrenza, che tra le altre cose prevede di riformare la selezione della dirigenza medica, nonché i decreti attuativi riguardanti l’erogazione dei ristori ai famigliari del personale sanitario deceduto a causa del Covid, la creazione della Rete registro tumori e l’attuazione del testo unico sulle malattie rare.

Si fermerebbe infine l’iter del Sunshine Act (o Legge sulla sanità trasparente), poiché verrebbero meno i decreti attuativi per la creazione del registro telematico, dove annotare le erogazioni di beni o denaro da parte delle imprese verso il personale della sanità.

Redazione Nurse Times

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