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Coronavirus, possibile svolta dalla ricerca italiana: anticorpi monoclonali efficaci contro le varianti

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Coronavirus, possibile svolta dalla ricerca italiana: anticorpi monoclonali efficaci contro le varianti
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Se le autorità sanitarie faranno in fretta con autorizzazioni e verifiche, si potrebbero sdoganare già per la fine di giugno.

Buone notizie, in tema di lotta al coronavirus, arrivano da Siena, dove avanzato a grandi passi lo studio sugli anticorpi monoclonali, considerati importanti perché in grado di neutralizzare le cosiddette varianti. A fare il punto della situazione su questo argomento è il ricercatore Riccardo Baccheschi, alla guida della Achilles Vaccines, intervistato da Il Giornale: «Gli anticorpi monoclonali sono efficaci contro la variante ingles e abbiamo già i dati della sperimentazione. Stiamo verificando la loro efficacia anche contro la variante brasiliana e, al momento, i dati sembrano buoni. In un terzo tempo approfondiremo anche gli effetti sulla variante sudafricana, ma al momento non ce n’è ragione, sia perché in Italia non è diffusa, sia perché è difficile perfino fare i prelievi per studiarla».

Potere neutralizzare la variante inglese è un passo decisivo, un sospiro di sollievo  nella lotta al Covid. I vaccini, come sappiamo,  indeboliscano di parecchio il loro effetto al cospetto delle varianti, tanto che Moderna sta sperimentando l’iniezione di una terza dose per proteggere le persone dal Covid – edizione 2021. «Le varianti hanno bisogno di molta attenzione – spiega Rino Rappuoli, direttore scientifico di Gsk Vaccines e coordinatore della ricerca di Toscana Life Sciences –. Hanno messo in crisi molti anticorpi monoclonali sviluppati fino ad ora. I nostri per fortuna appartengono ad anticorpi monoclonali di seconda generazione, che riescono a neutralizzare anche le varianti. La nostra ricerca  è l’unica fatta in Italia che sta andando avanti con le prove cliniche. I nostri anticorpi sono stati prodotti e stanno per entrare in fase clinica nelle prossime settimane. Ci aspettiamo che siano pronti per l’estate».

Se ne deduce che, se le autorità sanitarie faranno in fretta con autorizzazioni e verifiche, si potrebbero sdoganare i monoclonali già per la fine di giugno. Conclude Rappuoli: «Si tratta di una difesa naturale, perché sono assunti da persone convalescenti e utilizzati per curare. Possono essere usati anche per prevenire la malattia. Si differenziano dagli altri perché sono più potenti, anche di quelli usati per Trump. Dei nostri, proprio perché sono molto potenti, ce ne vuole una quantità unferiore. Inoltre sono meno costosi e possono essere somministrati con un’iniezione da fare ovunque, senza andare in ospedale. Sono molto fiducioso».

Redazione Nurse Times

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