La virologa spiega perché la nuova variante sta infettando anche le persone vaccinate, seppur con sintomi più lievi.
“Omicron vola veloce come il vento, e grazie alla sua contagiosità ci darà filo da torcere. È una questione di numeri. Ci possiamo consolare riconoscendo che per ora non sembra avere i denti affilati, piuttosto i dentini da latte. E poi c’è dell’altro: almeno in Italia, dove i tassi di vaccinazione sfiorano il 90%, Omicron si appoggia su una popolazione non più vergine (e quindi completamente vulnerabile), ma grazie sia alla vaccinazione sia all’infezione naturale il virus lo ha conosciuto, e quindi sa come difendersi”. Così la virologa Ilaria Capua a Corriere.it, commentando i numeri in costante crescita dei contagi da coronavirus, soprattutto a causa della variante Omicron.
Secondo lei, il Covid-19 sarà con noi ancora per molto tempo: “E allora vuol dire che siamo all’inizio della fine, mi domanderete. Io vi posso dire che il Covid, nelle sue forme attuali e nelle varianti che certamente verranno, terrà compagnia a noi Homo sapiens e a tante altre specie animali per molti anni. La novità è che Omicron si avvia a diventare un nuovo sierotipo di Sars-CoV2. Significa che è sufficientemente distante dal ceppo originale di Wuhan e dai suoi immediati discendenti, che evade una parte della risposta immunitaria. Ultra-semplificando, è come se in questi due anni il ‘cugino Omicron’ si fosse fatto crescere capelli, barba, baffi e avesse indosso sempre gli occhiali da sole in modo tale che la camera del telefonino e gli algoritmi di riconoscimento facciale non lo riconoscano più come Alpha, Gamma o Delta. Infatti non lo è: è Omicron”.
E sul motivo per cui anche i vaccinati si contagiano spesso, seppur con sintomi più lievi: “Questo è un virus con il turbo, che grazie alla sua contagiosità ci darà filo da torcere. Ecco uno dei motivi per cui anche i pluri-vaccinati si infettano di più rispetto a prima: questo è un virus diverso, cambiato sia dentro che fuori, e che per forza di cose impareremo a conoscere”.
Redazione Nurse Times
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