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Corigliano-Rossano (Cosenza), ragazzi maltrattati in un centro disabili: arrestati due oss e un educatore

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Corigliano-Rossano (Cosenza), ragazzi maltrattati in un centro disabili: arrestati due oss e un educatore
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Gli indagati sono finiti ai domiciliari per aver messo in atto condotte violente ai danni di alcuni ospiti della struttura.

I carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano hanno dato esecuzione a un’ordinanza dispositiva degli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Castrovillari, nei confronti di altrettanti soggetti: due operatori socio-sanitari e un educatore. Si tratta di Francesco Ritacco, Luciana Antoniotti e Grazia Fusaro, ritenuti responsabili, in concorso, a vario titolo, di reiterate condotte di “maltrattamenti nei confronti di persone disabili”.

Nel corso delle indagini sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, che avrebbero posto in atto reiterati atti di vessazione e di violenza sia fisica che psicologica, e di non essere intervenuti per impedire l’evento, pur avendone l’obbligo giuridico. Le vittime sono ragazzi diversamente abili affidati per ragioni di cura, educazione, vigilanza e custodia a un centro diurno con sede a Rossano.

L’indagine, sviluppata attraverso attività tecniche (audio-video) e correlati servizi di osservazione, ha consentito di ricostruire a livello di gravità indiziaria, e in attesa dei successivi sviluppi, la condotta posta in essere dagli indagati in un periodo che va dall’autunno 2021 all’aprile di quest’anno, consentendo di evidenziare i plurimi comportamenti vessatori, mortificanti, violenti e degradanti nei confronti degli ospiti della struttura. Comportamenti che acquistano maggiore gravità in quanto realizzati proprio da coloro che avrebbero dovuto tutelare persone con particolare fragilità psichica.

Gli investigatori hanno documentato il sistematico riscorso all’intimidazione e alla violenza per mantenere il controllo della struttura, alternando minacce, aggressioni vere e proprie, nonché la famigerata “terapia del dolore”, utilizzata in particolare su una delle vittime, non solo per scopi educativi,ma per sfogare – da parte di uno degli arrestati – i propri istinti sadici. Condotte da considerarsi tutt’altro che episodiche, costituendo un modus operandi reiterato in numerose e recentissime occasioni. 

Redazione Nurse Times

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