La sentenza in merito alle Unità di Degenza Infermieristica (UDI) previste dalla Regione Umbria da parte del Consiglio di Stato (sentenza 05205/2022 del 24 giugno 2022), non rappresenta la messa in discussione del livello professionale che in queste è garantito dagli infermieri, ma la sottolineatura di una “confusione”, come spiega la stessa sentenza, “di ruoli tra personale medico e infermieristico conseguente alla tendenziale separazione tra attività clinica ed attività assistenziale”.
Un problema tecnico-organizzativo quindi e non professionale che non deve generare polemiche, come anche sottolineato dall’accordo di poche settimane fa tra Federazione degli infermieri (FNOPI) e quella dei medici (FNOMCeO) su un percorso comune che non consenta più a nessuno di dividere e strumentalizzare le due professioni, che da sempre lavorano insieme e sulle quali la pandemia ha semplicemente acceso i riflettori. Medici e infermieri si pongono quindi – insieme e in modo concorde – quali interlocutori privilegiati della politica, per garantire ai cittadini tutte le competenze peculiari e sinergiche delle due professioni.
La FNOPI interviene sulla sentenza a distanza di alcuni giorni, dopo numerose interlocuzioni con le istituzioni politiche e con gli ordini provinciali per inquadrare correttamente la portata del pronunciamento, per sottolineare che alcuni passaggi e modalità tecnico-procedurali non possono mettere e non mettono in discussione il ruolo e la professionalità degli infermieri nell’assistenza.
La Federazione, inoltre, ricorda che il modello delle UDI con l’approvazione del decreto del ministero della Salute 77/2022 di riorganizzazione dell’assistenza territoriale è di fatto superato dall’evidenza e dal livello di responsabilità che il DM assegna agli infermieri nella presa in carico delle cure intermedie ad esempio con gli Ospedali di Comunità (a gestione infermieristica per legge), le Case della Comunità, le Centrali operative e, a livello di domiciliarità, il ruolo prioritario indicato dalla norma per l’infermiere di famiglia e comunità.
La sentenza del Consiglio di Stato, pur nella sua validità giurisprudenziale per i profili di competenza e organizzazione a cui si riferisce, rappresenta quindi un granello nell’ingranaggio previsto e ormai avviato del nuovo modello di assistenza territoriale e mette semmai in evidenza, secondo la FNOPI, la necessità di armonizzare tutti i modelli pregressi con le nuove previsioni di legge che vedono l’assistenza infermieristica in pole position per soddisfare i bisogni di salute delle persone.
Redazione NurseTimes
- In sanità sbaglia il sistema. A pagare è sempre il cittadino
- Lecce, infermiere aggredito in Pronto soccorso. La denuncia Fials: “Telecamere fuori uso e sicurezza assente”
- Carenza di personale al NOA di Massa: 50 infermieri del Pronto soccorso scrivono all’Usl Toscana Nord Ovest
- Foggia, concorso per autista di ambulanza sospeso in extremis. La diffida USB: “Revocare il provvedimento e ricalendarizzare la prova”
- Salute mentale: al via il primo Sportello di ascolto infermieristico per caregiver in Toscana
Lascia un commento