Un maggiore consumo di conservanti alimentari, ampiamente utilizzati negli alimenti e nelle bevande industriali, è associato a un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2. Lo confermano i risultati di due studi francesi condotti all’Inserm di Pargi, che hanno coinvolto oltre 100mila adulti, e pubblicati sul British Medical Journal e su Nature Communications.
I conservanti si dividono in due categorie: non antiossidanti e antiossidanti. Sulle confezioni, corrispondono generalmente ai codici europei da E200 a E299 (per i conservanti in senso stretto) e da E300 a E399 (per gli additivi antiossidanti).
Diretto da Mathilde Touvier, lo studio si basa su una vasta mole di dati raccolti tra 2009 e 2023, tra cui informazioni dettagliate di consumo alimentare, compresi i nomi e le marche dei prodotti consumati. Ciò ha permesso di valutare l’esposizione dei partecipanti ai conservanti.
Durante il periodo di studio, 4.226 partecipanti (su 105.260 totali) hanno ricevuto una diagnosi di cancro, di cui 1.208 tumori al seno, 508 tumori alla prostata, 352 tumori colorettali e 2.158 altri tumori. Il consumo totale di conservanti si associa a un aumento dell’incidenza di cancro, specie al seno.
In particolare: i sorbati sono associati a un aumento del 14% del rischio complessivo di cancro e a un aumento del 26% del rischio di cancro al seno; i solfiti a un aumento del 12% del rischio complessivo; il metabisolfito di potassio a un aumento dell’11% dell’incidenza complessiva di cancro e del 20% di cancro al seno; il nitrito di sodio a un aumento del 32% del rischio di cancro alla prostata; il nitrato di potassio a un aumento del rischio di cancro in generale (13%) e di cancro al seno (22%); gli acetati a un aumento del rischio di cancro in generale (15%) e di cancro al seno (25%); l’acido acetico a un aumento del 12% del rischio di cancro in generale.
Il secondo studio ha messo in luce che un consumo più elevato di conservanti in generale, di conservanti non antiossidanti e di additivi antiossidanti si associa a un aumento dell’incidenza del diabete 2, rispettivamente del 47%, 49% e 40%.
Si tratta dei primi due studi al mondo sul legame tra conservanti e incidenza di cancro e diabete di tipo 2. “I risultati concordano con i dati sperimentali che suggeriscono effetti nocivi di molti di questi composti”, spiega Touvier.
Redazione Nurse Times
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