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Chikungunya, ecco le linee guida SIMVIM per la vaccinazione contro il virus

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Fortemente raccomandata a coloro che si recano nelle aree del mondo dove è in corso una epidemia, la vaccinazione contro il virus della Chikungunya, secondo la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (SIMVIM), dovrebbe essere inserita fra gli adempimenti da compiere prima di mettersi in viaggio verso Cuba, Brasile e altri Paesi dell’America Latina e dell’Asia, come l’India, e alcune aree della Cina.

La SIMVIM ha curato e pubblicato le indicazioni per la prevenzione dal virus Chikungunya (vedi il testo allegato), illustrate in occasione del webinar tecnico-scientifico dal titolo “Chikungunya, dalla patologia alla prevenzione”, promosso con il contributo non condizionante di Bavarian Nordic, rivolto a medici e specialisti.

Il documento, nato dalla stretta collaborazione tra SIMVIM e Società taliana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SITI), non solo chiarisce che la vaccinazione sia fortemente raccomandata per chiunque visiti zone con epidemie in corso, ma risulta una scelta consigliata per i soggetti che soggiornano in aree dove nei cinque anni precedenti vi è stata una evidenza di trasmissione del virus, specie per coloro che hanno più di 65 anni o comorbidità.

“E’ grande la soddisfazione per aver diffuso in queste ore le definitive indicazioni SIMVIM per l’utilizzo del vaccino contro la Chikungunya – spiega il dottor Andrea Rossanese, presidente SIMVIM e responsabile Travel Clinic del Centro di Malattie tropicali dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar dí Valpolicella -. A differenza di indicazioni promulgate in altri Paesi, in queste non vengono poste tempistiche minime di soggiorno in aree a rischio per raccomandare la profilassi, si sottolinea invece che la puntura di zanzara può verificarsi in ogni momento, indipendentemente dalla durata del soggiorno”.

E ancora: “Nelle raccomandazioni emerge l’importanza di considerare il rischio legato ai soggiorni in zone endemiche come un fattore cumulativo prospettico. Ciò implica che la profilassi debba essere valutata attentamente non solo per i singoli viaggi di lunga durata, ma anche per i viaggiatori che si recano frequentemente in aree a rischio, accumulando nel tempo una probabilità di esposizione significativa”.

L’adozione di tali raccomandazioni trasforma la prevenzione della Chikungunya da una gestione emergenziale a una difesa strutturata, capace di rispondere sia alle esigenze dei viaggiatori internazionali sia alla protezione della collettività dai focolai autoctoni, confermando l’impegno dell’Italia nel contrasto a minacce virali che non possono più essere considerate distanti.

Le raccomandazioni definiscono con precisione i protocolli d’impiego della vaccinazione Chikungunya, e stabiliscono criteri chiari per la profilassi, garantendo una piena coerenza con i quadri normativi già pubblicati in altri Paesi da organismi autorevoli quali il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) negli Stati Uniti, il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) nel Regno Unito, la Ständige Impfkommission (STIKO) in Germania, e le società Asociación Española de Vacunología (AEV) e Sociedad Española de Medicina del Viajero (SEMEVI) in Spagna.

“Chiunque sia in procinto di partire alla volta di un Paese a rischio chikungunya – per esempio, Cuba, Brasile, Messico oppure le province meridionali della Cina -, dovrebbe recarsi almeno 15 giorni prima in un ambulatorio dedicato per la medicina dei viaggiatori del proprio territorio: ci sono oltre 200 punti d’accoglienza in tutto il territorio nazionale che rientrano in una rete del servizio sanitario nazionale”, avverte Rossanese.

“Il termine Chikungunya significa letteralmente ‘colui che cammina storto’, un’immagine che descrive perfettamente i dolori articolari invalidanti causati da questa patologia”, aggiunge il professor Alberto Tomasi, già direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest e Past President della SIMVIM -. Nel webinar appena concluso abbiamo ribadito come, complici i cambiamenti climatici, la prevenzione sia oggi cruciale anche per evitare focolai autoctoni in Europa. Fortunatamente, medici e viaggiatori possono ora contare su un nuovo vaccino monodose ben tollerato: uno strumento fondamentale, approfondito durante l’incontro, per tutelare la salute pubblica e garantire un ritorno sicuro da ogni viaggio”.

LA TESTIMONIANZA DI UN PAZIENTE DI RITORNO DA CUBA

“Tutto è iniziato con una febbre devastante e uno stato di confusione tale da non farmi ricordare nulla del volo di ritorno – racconta Francesco C., 62 anni, che ha contratto il virus a ottobre scorso a Cuba -. Una volta a Bari, sono finito in ospedale: essendo diabetico e cardiopatico, la situazione era critica e i medici hanno dovuto sospendere le mie cure abituali per il rischio di emorragie. Per tre settimane sono rimasto paralizzato da dolori atroci, simili a coltellate, che il paracetamolo non riusciva a calmare. Solo un antinfiammatorio specifico mi ha permesso di tornare a camminare, ma la guarigione è lentissima. Ancora oggi convivo con piedi gonfi e una debolezza alle mani che mi impedisce persino di svitare un tappo. Questa terribile esperienza mi ha insegnato che, quando si viaggia in certe zone, la prevenzione e i vaccini sono fondamentali”.

Per Cuba, e in riferimento alla recentissima epidemia di arbovirosi, in particolare Dengue, Chikungunya e Oropouche, malattie veicolate tramite le punture di zanzara, è possibile consultare Ministero della Salute – Epatite A e Ministero della Salute – Malattie trasmesse da vettori, nonché la Sezione “Situazione sanitaria” della Scheda https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/CUB.

Per approfondire infine la conoscenza delle aree a rischio di chikungunya, si possono consultare i siti del CDC americano (https://wwwnc.cdc.gov/travel/notices), del ECDC europeo (https://www.ecdc.europa.eu/en/chikungunya-monthly)  o direttamente la mappa specifica e continuamente aggiornata con outbreaks della Fondazione IO (https://chikvisualatlas.com/it/casa/).

Redazione Nurse Times

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