Home Regionali Campania Caserta, niente premio Covid per oss e infermieri somministrati. “A che serve chiamarci eroi?!”
CampaniaNT NewsO.S.S.Regionali

Caserta, niente premio Covid per oss e infermieri somministrati. “A che serve chiamarci eroi?!”

Condividi
Caserta, infermiere preso a calci e pugni: ricoverato in prognosi riservata
Condividi

Brutte notizie per i dipendenti di fascia C dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano. Le amare considerazioni di Rosa Della Ventura.

“A che serve chiamarci eroi?!”. Questa la domanda che si pone Rosa Della Ventura, interinale oss dell’ospedale di Caserta, dopo la decisione della Regione Campania di destinare il premio Covid unicamente a agli operatori della sanità di fascia A e B, ossia gli strutturati, escludendo quelli di fascia C, tra i quali rientrano oss e somministrati, che non riceveranno quindi alcuna retribuzione maggiorata in busta paga.

Una decisione non facile da mandar giù per i 48 infermieri e gli 80 oss somministrati dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano con contratto precario da anni e ultima proroga in scadenza il 30 settembre. Soprattutto dopo l’altra brutta notizia che li riguarda: il no del Tar di Napoli al ricorso presentato dai dipendenti del territorio casertano che, insieme all’Asl Caserta, si erano costituiti contro la scelta di utilizzare gli idonei delle graduatorie di Napoli Nord, impedendo l’accesso ai concorsi e annullando anche il concorso per 65 posti da oss bandito nel 2019.

“Ecco cosa siamo – commenta Della Ventura –, oss e infermieri usa e getta, abbandonati da Stato e Regione, non riconosciuti né ringraziati, e per giunta esclusi dal premio. Perché abbiamo un contratto da somministrati, ma questo non contava quando, in piena emergenza da pandemia, abbiamo garantito presenza ed efficienza nei reparti Covid. No garantiamo i Lea da decenni, senza un futuro contrattuale e con la richiesta legittima di un riconoscimento a Caserta e nella nostra Azienda che tarda ad arrivare. Anzi, ch cii è stata appena negata. E’ mortificante e inaccettabile: abbiamo lavorato nello stesso reparto e negli stessi turni degli altri colleghi, con gli stessi rischi. Ma eccoci qua, noi somministrati. Siamo i poveri della sanità, gli ultimi, gli invisibili, esclusi da ogni forma di riconoscenza. A che serve chiamarci eroi?!”.

Redazione Nurse Times

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT News

Liste d’attesa: quando il “recupero” diventa la normalità del fallimento

C’è una parola che negli ultimi anni è entrata stabilmente nel linguaggio...

Bando per la ricerca clinica a supporto delle figure di data manager e infermieri di ricerca
InfermieriNormativeNT News

Infermiere di ricerca clinica: il decreto IRCCS lo riconosce ufficialmente

Nei nuovi assetti degli IRCCS la figura entra negli statuti organizzativi e...

NT NewsPugliaRegionali

Taranto, sportello Opi alla Biblioteca Acclavio: orientamento per i futuri infermieri

Alla Biblioteca Civica “Pietro Acclavio” nasce un presidio per gli studenti: orientamento...