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Casa Sollievo della Sofferenza, niente stabilizzazione per 25 oss assunti durante emergenza Covid. Forza Italia: “Bisogna rimediare”

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San Giovanni Rotondo, scossone alla Casa Sollievo della Sofferenza
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“Non bastano una pacca sulla spalla, o peggio illusioni, per rendere giustizia a coloro i quali, con spirito di sacrificio e abnegazione, hanno lavorato duramente, mettendo a rischio la loro stessa incolumità, nelle drammatiche fasi dell’emergenza Covid. Quanto accaduto a una parte degli operatori socio-sanitari (oss) impegnati a Casa Sollievo della Sofferenza, che oggi si ritrovano tagliati fuori dalle stabilizzazioni, è un fatto grave, a cui bisogna rimediare immediatamente”. Così Giannicola De Leonardis, consigliere della Regione Puglia (Fratelli d’Italia).

“A fronte di promesse di stabilizzazione – prosegue De Leonardis -, 25 oss si sono trovati ad affrontare una preselezione, mentre altri quattro sono stati assorbiti in tempi rapidi dall’ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia, ndr). Fatto in controtendenza rispetto a quanto posto in essere, ad esempio, dall’Asl Foggia e dal Policlinico Riuniti, che hanno proceduto alle stabilizzazioni di chi ha lavorato in ambito Covid”.

Sempre De Leonardis: “Una vicenda per la quale sarebbe quanto mai opportuno che il direttore generale e il presidente di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Gino Gumirato, e monsignor Moscone forniscano spiegazioni e si adoperino per rimediare a questa vicenda, che a pochi giorni dal Natale getta nello sconforto questa platea di lavoratori e le loro famiglie”.

A De Leonardis fa eco il consigliere regionale Paolo Dell’Erba, sempre di Forza Italia: “La stabilizzazione non è un diritto acquisito, ma il riconoscimento dell’impegno e la riconoscenza per aver messo a rischio la propria vita, operando in prima linea nella fase più critica del Covid”.

Aggiunge Dell’Erba: “Rispetto la volontà di chi ha preso questa decisione, che sono certo non sia stata semplice, considerando il momento delicato dal punto vista dei bilanci economici che anche Casa Sollievo sta attraversando, almeno secondo quanto riportato dagli organi di informazione. Ma questi lavoratori dovrebbero essere considerati come eroi per quello che hanno fatto insieme a medici, infermieri e a tutti coloro che hanno prestato servizio salvando tante vite umane”. 

Conclude Dell’Erba: “Faccio appello alla sensibilità dei vertici di Casa Sollievo per trovare una soluzione, e invito i miei colleghi consiglieri regionali a trovare unità nel proporre qualunque iniziativa possibile per dare una possibilità a tutti coloro che non sono stati stabilizzati”.

Redazione Nurse Times

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