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Caregiver, è scontro alla Camera sull’approvazione del disegno di legge

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L’approvazione alla Camera, in prima lettura, del disegno di legge su riconoscimento e tutela del caregiver familiare, ha suscitato reazioni politiche contrastanti. Esulta la maggioranza, contesta l’opposizione.

Cappellacci (FI): “Dopo vent’anni, una risposta alle famiglie”

Chi sostiene la validità del provvedimento è Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari sociali della Camera: “Con l’approvazione in prima lettura del disegno di legge sui caregiver familiari diamo una risposta attesa da oltre vent’anni a milioni di persone che ogni giorno si prendono cura di un proprio caro con disabilità o non autosufficiente”.

E ancora: “Durante l’esame abbiamo contribuito a rafforzare il provvedimento con un emendamento a mia prima firma che amplia la platea dei beneficiari del sostegno economico attraverso l’innalzamento della soglia Isee da 15.000 a 25.000 euro. Chi si prende cura degli altri non può essere lasciato solo”.

Sempre Cappellacci: “Con questa legge riconosciamo il valore sociale dell’assistenza familiare e introduciamo strumenti concreti di sostegno e tutela. È un primo passo fondamentale, sul quale continueremo a lavorare per rafforzare i diritti di chi dedica la propria vita alla cura dei propri cari. Un importante risultato del Governo, raggiunto grazie alla determinazione e alla sensibilità della ministra Alessandra Locatelli”.

Furfaro (Pd): “Solo 1 euro per un’ora di assistenza”

Di tutt’altro avviso il deputato Marco Furfaro, responsabile nazionale Welfare del Pd, che intervenendo in Aula ha annunciato il voto contrario del gruppo, mostrando simbolicamente alla ministra Locatelli una moneta da 1 euro (foto). Perché “questo è quanto vale un’ora di assistenza secondo il ddl caregiver del Governo Meloni”, ha attaccato via social.

“Questa legge – ha detto Furfaro durante il suo intervento in Aula – chiede ai caregiver di rinunciare al lavoro, al sonno e spesso alla propria salute per ricevere un sostegno che arriva fino a 400 euro al mese: poco più di un euro l’ora. È un riconoscimento pieno di paletti e povero di diritti”.

E ancora: “Dalla convivenza obbligatoria alle 91 ore settimanali di assistenza, fino al tetto di 3.000 euro lordi annui da lavoro, i requisiti rischiano di escludere proprio chi ha bisogno di essere sostenuto. Su 7 milioni di caregiver la legge si occuperà di poche decine di migliaia. La cura non si misura con il cronometro e non può diventare una condanna alla povertà”.

Ha concluso Furfaro: “Servono servizi garantiti, sostegni adeguati, contributi pensionistici e aiuti prima che le famiglie siano costrette a rinunciare a tutto. Noi abbiamo indicato una strada e le risorse necessarie: 940 milioni l’anno. Votiamo contro questo testo, ma al Senato continueremo a batterci per cambiarlo. L’amore e la cura li mettono già le famiglie: il resto deve farlo lo Stato”.

Malavasi (Pd): “Una legge che pone paletti, invece di riconoscere diritti”

“Il provvedimento sui caregiver approvato alla Camera rischia di trasformare il riconoscimento di milioni di persone che ogni giorno si prendono cura dei propri cari in un percorso a ostacoli, fatto di requisiti rigidi e sostegni insufficienti. Fino a 400 euro al mese, a fronte di un carico di assistenza che può occupare gran parte della giornata, significa meno di un euro l’ora”. Così Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd in commissione Affari sociali della Camera.

“Escludere chi non convive con la persona assistita, fissare soglie così stringenti sulle ore di cura e limitare l’accesso in base ai redditi da lavoro significa non comprendere la realtà delle famiglie e rischiare di penalizzare chi cerca di mantenere la propria autonomia economica e professionale”, ha proseguito Malavasi.

E ha aggiunto: “La cura non può essere misurata con il cronometro né scaricata interamente sulle spalle delle donne. Serve una rete di servizi accessibili, sostegni e sollevi programmati, sostegni economici adeguati, tutela previdenziale e interventi capaci di prevenire l’isolamento e l’impoverimento dei caregiver”.

Sempre Malavasi: Il Partito Democratico ha avanzato proposte e indicato risorse per costruire una risposta strutturale. Continueremo a batterci perché questa legge venga migliorata: riconoscere chi cura significa garantire diritti, dignità e libertà tanto a chi assiste quanto a chi ha bisogno di assistenza”.

Redazione Nurse Times

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