A processo Angela Marino e il suo compagno Fabrizio Gentile. Una donna le avrebbe versato addirittura 150.000 euro.
Presentandosi come psicologa o infermiera dell’Asl Asti o dell’Asl Chieri, ma soprattutto come moglie del primario di un ospedale della zona (che in realtà è un tecnico), avvicinava le colleghe di una casa di riposo della zona, dove svolgeva mansioni da oss e, in cambio di ingenti somme di denaro, prometteva loro posti di lavoro nella struttura “diretta” dal marito.
Questa l’accusa di cui deve rispondere Angela Marino, 44 anni, anagraficamente residente a Gela in provincia di Caltanissetta (dove è ora sottoposta all’obbligo di dimora), ma da tempo di stanza a Villafranca d’Asti insieme al compagno, Fabrizio Gentile, 56 anni, considerato suo complice. Sono 15 le parti lese del processo al Tribunale di Asti, che hanno già reso testimonianza davanti al sostituto procuratore Simona Macciò. Processo che riprenderà a metà febbraio.
Secondo l’accusa, l’imputata si faceva consegnare somme che andavano da 800 a 4.000 euro, per seguire fantomatici “corsi di formazione in pediatria” o per effettuare finte “iscrizioni”, preliminari all’assunzione, che ovviamente non arrivava mai. Tra le vittime, anche una donna che, irretita dalle false promesse, le avrebbe versato addirittura 150.000 euro.
Anche lei è caduta nella trappola delle cosiddette truffe “amorose”, che Angela Marino organizzava in parallelo con quelle a sfondo sanitario: le malcapitate ricevevano messaggi e regali da un finto medico (la stessa imputata, sotto mentite spoglie), che non avevano mai visto e che le corteggiava a distanza, facendosi poi mandare soldi con diverse scuse (oneri burocratici, contributi, marche da bollo, iscrizioni). Ciò avrebbe permesso loro di ottenere lavori a tempo indeterminato nelle strutture sanitarie di Asti e di Chieri.
Redazione Nurse Times
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