Le risorse per la sanità stanziate nella Manovra 2027 continuano a suscitare i malumori delle Regioni, con i governatori che nel Documento programmatico in vista dell’iter parlamentare ne chiedono di più, invocando anche lo “stop ai vincoli sul personale”.
Dopo le critiche avanzate da sindacati e imprese, la premier Giorgia Meloni ha dal canto suo difeso “l’impegno del Governo, fin dal suo insediamento, per rafforzare il Servizio sanitario nazionale”. E ha aggiunto: “Dall’inizio della legislatura le risorse per il Fondo sanitario sono cresciute e hanno raggiunto un livello mai raggiunto in passato. La nuova Legge di Bilancio conferma questa tendenza e ha previsto lo stanziamento di ulteriori risorse, che consentono di arrivare a 146,3 miliardi nel 2027”.
Numeri insufficienti per le Regioni, che di miliardi ne avevano chiesti 18 in più in tre anni. Secondo Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia, “i tagli previsti per la sanità sono davvero insostenibili per tutte le Regioni, e anche per noi”. La stima per la sola Lombardia è di “quasi mezzo miliardo, e questo significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste di attesa”.
Dichiarazioni a cui ha replicato con sarcasmo il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato (FdI): “Bertolaso è molto bravo a gestire le emergenze, e quindi cerca sempre un’emergenza per trovare un ruolo ulteriore a quello che già ha”. Non si espongono altri presidenti di Regione del Centrodestra, ad eccezione del governatore della Liguria, Marco Bucci, che vede il bicchiere mezzo pieno: “Ogni euro in più che ci danno per la sanità va bene. Ma penso che 7 miliardi in tre anni sia meglio di zero”.
A lamentare i tagli sono invece le regioni di Centrosinistra. Secondo il Fatto Quotidiano, ammonterebbero a circa 220 milioni di euro per la Puglia e a 426 per l’Emilia-Romagna. In base ai dati messi nero su bianco da quest’ultima per coprire la sola voce relativa all’aumento dell’inflazione, era stata avanzata una domanda complessiva di 3,48 miliardi da tutte le Regioni, ma nel testo sono previsti 138 milioni, ossia il 4%.
“Insieme a tutti i presidenti di Regione e al ministro Schillaci – ha dichiarato il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale – avevamo chiesto di adeguare lo stanziamento. Invece ci sarà un taglio enorme. Non c’è nemmeno la copertura dei costi dell’inflazione. Per non dire dell’impennata dei costi energetici e delle maxi bollette che pesano sugli ospedali”.
La risposta è arrivata dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato: “Dire che ci sono stati tagli mi sembra ingeneroso verso il Governo, che continua a investire in maniera forte nel finanziamento del Fondo sanitario”.
Redazione Nurse Times
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