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Prepararsi al Concorso OSS: apparato digerente, anatomia, fisiologia e quiz

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Apparato digerente umano con stomaco, intestino, fegato, colecisti e pancreas, con assistenza al paziente e quiz per il Concorso OSS 2026
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Dalla bocca all’intestino: organi, enzimi, digestione, assorbimento dei nutrienti e assistenza alla persona nei concorsi OSS

L’apparato digerente è uno degli argomenti fondamentali per la preparazione ai concorsi per Operatore Socio-Sanitario. Conoscere la struttura e il funzionamento degli organi della digestione permette di comprendere come l’organismo utilizza gli alimenti, assorbe i nutrienti ed elimina le sostanze non digerite.

Per l’OSS queste conoscenze assumono particolare importanza nell’assistenza quotidiana: dalla preparazione e somministrazione dei pasti, secondo il piano assistenziale, alla prevenzione della disfagia, dall’osservazione delle evacuazioni alla gestione dell’igiene e del comfort della persona allettata.

In questo nuovo approfondimento della serie Concorso OSS 2026, NurseTimes analizza anatomia e fisiologia dell’apparato digerente, funzioni di stomaco, intestino, fegato e pancreas, principali alterazioni gastrointestinali e comportamenti assistenziali, con 20 quiz commentati utili per le prove scritte e orali.

1. Che cos’è l’apparato digerente e quali funzioni svolge?

L’apparato digerente è costituito da un insieme di organi che permettono l’introduzione degli alimenti, la loro trasformazione in sostanze assorbibili e l’eliminazione dei residui.

Le sue funzioni principali sono:

  • Ingestione: introduzione di alimenti e liquidi.
  • Propulsione: avanzamento del contenuto lungo il tubo digerente.
  • Digestione meccanica: frammentazione e rimescolamento degli alimenti.
  • Digestione chimica: demolizione delle sostanze nutritive mediante enzimi.
  • Assorbimento: passaggio dei nutrienti verso sangue e linfa.
  • Eliminazione: espulsione del materiale non assorbito attraverso la defecazione.

La digestione permette di trasformare molecole complesse, come carboidrati, proteine e lipidi, in componenti utilizzabili dalle cellule.

2. Anatomia dell’apparato digerente: quali organi lo compongono?

L’apparato digerente comprende il tubo digerente e gli organi annessi.

Il tubo digerente

È formato da:

  1. Bocca.
  2. Faringe.
  3. Esofago.
  4. Stomaco.
  5. Intestino tenue.
  6. Intestino crasso.
  7. Retto.
  8. Canale anale e ano.

Gli organi annessi

Comprendono:

  • Ghiandole salivari.
  • Fegato.
  • Colecisti o cistifellea.
  • Pancreas.

Questi organi partecipano alla digestione producendo, conservando o riversando sostanze necessarie alla trasformazione degli alimenti.

Schema da memorizzare:

Bocca → faringe → esofago → stomaco → duodeno → digiuno → ileo → cieco → colon → retto → ano.

3. La bocca: dove inizia la digestione?

La digestione inizia nella cavità orale, dove gli alimenti vengono sottoposti alla masticazione.

La bocca comprende denti, lingua, palato e altre strutture che partecipano alla preparazione del bolo alimentare.

I denti

Nell’adulto, la dentizione permanente completa comprende generalmente 32 denti, considerando anche i quattro terzi molari.

Si distinguono:

  • Incisivi: tagliano gli alimenti.
  • Canini: contribuiscono a lacerarli.
  • Premolari: schiacciano e triturano.
  • Molari: svolgono un’importante funzione di triturazione.

La lingua

È un organo muscolare che partecipa alla masticazione, alla formazione del bolo, alla deglutizione e alla percezione dei sapori.

Il bolo alimentare

Durante la masticazione, il cibo viene frammentato e mescolato alla saliva, formando una massa più facilmente deglutibile chiamata bolo alimentare.

Collegamento con l’assistenza OSS

La presenza di protesi dentarie non adeguate, dolore orale, secchezza della bocca o difficoltà di masticazione può ridurre l’assunzione di alimenti.

L’OSS deve osservare queste difficoltà e segnalarle all’équipe assistenziale.

4. Le ghiandole salivari e la funzione della saliva

Le principali ghiandole salivari maggiori sono tre coppie:

Parotidi: situate nella regione laterale del volto, davanti e sotto le orecchie.

Sottomandibolari: localizzate inferiormente alla mandibola.

Sottolinguali: situate sotto la lingua.

La saliva contiene prevalentemente acqua, elettroliti, mucine e sostanze con funzioni protettive.

Quali sono le funzioni della saliva?

  • Lubrificare il cibo.
  • Facilitare la formazione del bolo.
  • Favorire la deglutizione.
  • Proteggere la mucosa orale.
  • Contribuire alla pulizia della bocca.
  • Avviare la digestione di alcuni carboidrati.

L’amilasi salivare

La saliva contiene amilasi salivare, chiamata anche ptialina.

Questo enzima avvia la demolizione dell’amido in molecole più semplici.

Domanda da concorso: quale enzima inizia la digestione dell’amido nella bocca?

Risposta: amilasi salivare.

5. La deglutizione: come il bolo raggiunge lo stomaco?

La deglutizione è il processo attraverso il quale il bolo alimentare passa dalla bocca allo stomaco.

Comprende tre fasi principali.

Fase orale

È prevalentemente volontaria.

La lingua spinge il bolo verso la faringe.

Fase faringea

È una fase riflessa che richiede una complessa coordinazione neuromuscolare.

Durante questa fase vengono attivati meccanismi che proteggono le vie respiratorie.

Fase esofagea

Il bolo attraversa l’esofago grazie a contrazioni muscolari coordinate.

Che cos’è la disfagia?

La disfagia è una difficoltà nella deglutizione.

Può interessare persone con patologie neurologiche, anziani fragili e pazienti con alterazioni anatomiche o funzionali.

Tra i possibili segnali ricordiamo:

  • Tosse durante i pasti.
  • Soffocamento.
  • Voce gorgogliante dopo la deglutizione.
  • Difficoltà a controllare alimenti e liquidi nella bocca.
  • Tempi di alimentazione molto prolungati.
  • Residui alimentari nel cavo orale.

Alcune aspirazioni possono verificarsi anche senza tosse evidente.

L’OSS non deve modificare autonomamente la consistenza degli alimenti né somministrare acqua per facilitare la deglutizione in presenza di sospetta disfagia. Deve interrompere l’alimentazione quando necessario, garantire la sicurezza e segnalare il problema.

6. L’esofago: anatomia e peristalsi

L’esofago è un condotto muscolare lungo approssimativamente 25 centimetri nell’adulto, con variazioni individuali.

Collega la faringe allo stomaco.

Attraversa il torace e raggiunge la cavità addominale passando attraverso il diaframma.

Che cos’è la peristalsi?

La peristalsi consiste in contrazioni coordinate della muscolatura del tubo digerente che permettono l’avanzamento del contenuto.

Nell’esofago, queste contrazioni spingono il bolo verso lo stomaco.

Lo sfintere esofageo inferiore

In corrispondenza del passaggio tra esofago e stomaco è presente una zona funzionale di elevata pressione chiamata sfintere esofageo inferiore.

Contribuisce a limitare la risalita del contenuto gastrico nell’esofago.

Un funzionamento alterato può favorire il reflusso gastroesofageo.

7. Lo stomaco: anatomia e principali regioni

Lo stomaco è un organo cavo situato prevalentemente nella parte superiore sinistra dell’addome, sotto il diaframma.

Svolge funzioni di raccolta, rimescolamento e digestione iniziale degli alimenti, soprattutto delle proteine.

Dal punto di vista anatomico si distinguono:

  • Cardias: regione di passaggio dall’esofago.
  • Fondo: porzione superiore dello stomaco.
  • Corpo: parte centrale e più estesa.
  • Antro pilorico: regione distale.
  • Piloro: zona di passaggio verso il duodeno.

Qual è la funzione del piloro?

Il piloro regola il passaggio del contenuto gastrico verso il duodeno.

Lo svuotamento gastrico avviene progressivamente ed è influenzato dalla composizione del pasto e da numerosi meccanismi nervosi e ormonali.

8. Le pareti dello stomaco e le cellule gastriche

La parete gastrica comprende più strati.

Dall’interno verso l’esterno si distinguono:

  1. Mucosa.
  2. Sottomucosa.
  3. Tonaca muscolare.
  4. Sierosa.

La muscolatura dello stomaco comprende fibre orientate in più direzioni, che contribuiscono al rimescolamento del contenuto.

Le cellule della mucosa gastrica

  • Cellule parietali: producono acido cloridrico e fattore intrinseco.
  • Cellule principali: producono pepsinogeno.
  • Cellule mucose: producono muco protettivo e contribuiscono alla barriera mucosa.
  • Cellule G: producono gastrina, un ormone che partecipa alla regolazione della secrezione gastrica.

Il fattore intrinseco

È una proteina necessaria per il corretto assorbimento della vitamina B12, che avviene principalmente nell’ileo terminale.

La sua carenza può contribuire allo sviluppo di deficit di vitamina B12.

9. Acido cloridrico e pepsina: come avviene la digestione gastrica?

Lo stomaco produce un ambiente fortemente acido grazie alla secrezione di acido cloridrico (HCl).

L’acidità gastrica contribuisce a:

  • Denaturare le proteine.
  • Attivare il pepsinogeno.
  • Ostacolare la sopravvivenza di numerosi microrganismi.
  • Favorire alcune fasi della digestione.

Pepsina

La pepsina è un enzima proteolitico derivato dal pepsinogeno.

Contribuisce alla demolizione delle proteine in frammenti più piccoli.

Il chimo

Il cibo viene mescolato con le secrezioni gastriche e trasformato in una massa semiliquida chiamata chimo.

Il chimo passa gradualmente nel duodeno.

Da ricordare: il bolo si forma nella bocca; il chimo è il contenuto gastrico parzialmente digerito.

10. L’intestino tenue: duodeno, digiuno e ileo

L’intestino tenue rappresenta la principale sede della digestione finale e dell’assorbimento dei nutrienti.

È suddiviso in tre segmenti.

Duodeno

È la prima porzione dell’intestino tenue.

Riceve il chimo proveniente dallo stomaco e le secrezioni biliari e pancreatiche.

In questa sede avviene una parte importante della digestione chimica.

Digiuno

È la porzione intermedia.

Partecipa in modo rilevante all’assorbimento di numerosi nutrienti.

Ileo

È l’ultima porzione.

Contribuisce all’assorbimento dei nutrienti e svolge un ruolo particolarmente importante nel riassorbimento dei sali biliari e della vitamina B12 legata al fattore intrinseco.

L’ileo termina nella regione ileocecale, dove comunica con l’intestino crasso.

11. Villi e microvilli: come vengono assorbiti i nutrienti?

La superficie interna dell’intestino tenue è specializzata per aumentare l’efficienza dell’assorbimento.

Presenta:

  • Pliche circolari.
  • Villi intestinali.
  • Microvilli delle cellule epiteliali.

I villi intestinali

Sono estroflessioni della mucosa che aumentano la superficie disponibile per l’assorbimento.

All’interno contengono capillari sanguigni e strutture linfatiche.

I microvilli

Sono minuscole estroflessioni della membrana degli enterociti, le principali cellule assorbenti intestinali.

Formano il cosiddetto orletto a spazzola.

Come vengono assorbiti i nutrienti?

Monosaccaridi e amminoacidi: raggiungono prevalentemente la circolazione sanguigna attraverso gli enterociti.

Lipidi a lunga catena: vengono in gran parte riassemblati e trasportati sotto forma di chilomicroni attraverso i vasi linfatici intestinali.

Acqua ed elettroliti: vengono assorbiti lungo diversi segmenti dell’intestino.

Domanda da concorso

Qual è la principale sede di assorbimento dei nutrienti?

Risposta: intestino tenue.

12. L’intestino crasso: anatomia e funzioni

L’intestino crasso comprende:

  • Cieco.
  • Colon ascendente.
  • Colon trasverso.
  • Colon discendente.
  • Colon sigmoideo.
  • Retto.
  • Canale anale.

Al cieco è collegata l’appendice vermiforme.

Quali sono le funzioni dell’intestino crasso?

L’intestino crasso partecipa principalmente a:

  • Riassorbimento di acqua.
  • Assorbimento di alcuni elettroliti.
  • Trasformazione del contenuto intestinale in feci.
  • Accumulo e progressione del materiale fecale.
  • Interazione con il microbiota intestinale.

Differenza tra intestino tenue e crasso

L’intestino tenue svolge il ruolo principale nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti.

L’intestino crasso contribuisce soprattutto al recupero di acqua ed elettroliti e alla formazione delle feci.

13. Il microbiota intestinale: che cos’è?

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nell’intestino.

Comprende soprattutto batteri, ma anche altri microrganismi.

Svolge numerose funzioni, tra cui:

  • Fermentazione di componenti alimentari non digerite.
  • Produzione di alcuni metaboliti.
  • Interazione con il sistema immunitario.
  • Contributo al mantenimento della barriera intestinale.
  • Partecipazione alla produzione di alcune vitamine, tra cui la vitamina K.

Le fibre alimentari

Una parte delle fibre raggiunge l’intestino crasso senza essere digerita dagli enzimi umani.

Alcune fibre vengono fermentate dal microbiota, con produzione di acidi grassi a catena corta.

Le fibre possono inoltre contribuire alla regolarità intestinale, ma la loro quantità deve essere adattata alle condizioni cliniche della persona.

14. Il fegato: anatomia e principali funzioni

Il fegato è un organo situato prevalentemente nell’ipocondrio destro, sotto il diaframma.

È uno degli organi metabolicamente più attivi dell’organismo.

Dal punto di vista anatomico presenta lobi e segmenti vascolari.

Le cellule funzionali principali sono gli epatociti.

Le principali funzioni del fegato

  • Produzione della bile.
  • Metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine.
  • Deposito di glicogeno.
  • Sintesi di albumina.
  • Produzione di numerosi fattori della coagulazione.
  • Trasformazione ed eliminazione di molte sostanze.
  • Partecipazione al metabolismo dei farmaci.
  • Deposito di alcune vitamine e minerali.
  • Conversione dell’ammoniaca in urea.

Che cos’è la vena porta?

La vena porta epatica trasporta al fegato gran parte del sangue proveniente dagli organi addominali dell’apparato digerente.

Questo permette al fegato di elaborare numerose sostanze assorbite dall’intestino prima che raggiungano la circolazione sistemica.

15. La bile: dove viene prodotta e a che cosa serve?

La bile è un liquido prodotto dal fegato.

Contiene acqua, sali biliari, fosfolipidi, colesterolo, bilirubina e altre sostanze.

La funzione della bile

I sali biliari contribuiscono all’emulsione dei grassi, facilitandone la digestione e l’assorbimento.

La bile non è un enzima digestivo.

Questa distinzione è particolarmente importante nei quiz.

Dove viene conservata?

La bile viene immagazzinata e concentrata nella colecisti, chiamata anche cistifellea.

Durante la digestione, soprattutto in risposta all’arrivo di grassi nel duodeno, la colecisti può contrarsi e riversare la bile nelle vie biliari.

La bile raggiunge il duodeno attraverso il sistema dei dotti biliari.

Schema da memorizzare

Fegato → produce la bile.

Colecisti → conserva e concentra la bile.

Duodeno → riceve la bile.

16. Il pancreas: funzione esocrina ed endocrina

Il pancreas è situato nella parte superiore dell’addome, posteriormente allo stomaco.

Comprende testa, corpo e coda.

Possiede due funzioni distinte.

Funzione esocrina

Le cellule pancreatiche producono un succo digestivo che contiene enzimi e bicarbonato.

Tra gli enzimi principali:

Amilasi pancreatica: partecipa alla digestione dei carboidrati.

Lipasi pancreatica: contribuisce alla digestione dei trigliceridi.

Proteasi pancreatiche: contribuiscono alla digestione delle proteine.

Alcune proteasi vengono secrete come precursori inattivi, per ridurre il rischio di autodigestione del pancreas.

Il bicarbonato

La componente ricca di bicarbonato contribuisce a neutralizzare l’acidità del chimo che arriva dallo stomaco.

Questo favorisce l’attività degli enzimi digestivi intestinali.

Funzione endocrina

Le isole pancreatiche producono ormoni, tra cui:

  • Insulina.
  • Glucagone.
  • Somatostatina.

Da ricordare: il pancreas è una ghiandola sia esocrina sia endocrina.

17. Digestione dei carboidrati, delle proteine e dei grassi

Per il concorso è fondamentale conoscere dove inizia e dove si completa la digestione dei principali nutrienti.

NutrienteDove inizia la digestione principaleSostanze coinvolteProdotti assorbibili
CarboidratiBoccaAmilasi salivare e pancreatica, enzimi intestinaliMonosaccaridi
ProteineStomacoPepsina e proteasi pancreatiche e intestinaliAmminoacidi e piccoli peptidi
GrassiPrincipalmente intestino tenueBile e lipasi, soprattutto pancreaticaAcidi grassi e monogliceridi

Carboidrati

La digestione dell’amido inizia nella bocca e prosegue soprattutto nell’intestino tenue.

Gli zuccheri vengono assorbiti principalmente come monosaccaridi.

Proteine

La digestione proteica inizia in modo significativo nello stomaco e prosegue nell’intestino tenue.

Lipidi

La digestione dei grassi avviene prevalentemente nell’intestino tenue.

La bile facilita l’azione della lipasi attraverso l’emulsione dei grassi.

18. La regolazione della digestione: ormoni e sistema nervoso

Il processo digestivo viene controllato attraverso meccanismi nervosi e ormonali.

Gastrina

È prodotta principalmente da cellule dello stomaco.

Contribuisce a stimolare la secrezione acida gastrica.

Secretina

Viene prodotta soprattutto in risposta all’arrivo di contenuto acido nel duodeno.

Favorisce la secrezione di bicarbonato, in particolare da parte del pancreas.

Colecistochinina (CCK)

Viene rilasciata in risposta alla presenza di nutrienti, soprattutto grassi e prodotti della digestione proteica, nell’intestino tenue.

Contribuisce a stimolare la secrezione enzimatica pancreatica e la contrazione della colecisti.

Sistema nervoso enterico

È una rete di neuroni presente nella parete del tubo digerente.

Partecipa al controllo della motilità e delle secrezioni gastrointestinali.

Per questo viene talvolta descritto, in modo divulgativo, come un sistema nervoso intestinale.

19. Motilità intestinale: peristalsi e segmentazione

La motilità gastrointestinale dipende dall’attività coordinata della muscolatura liscia e dei sistemi di regolazione nervosa e ormonale.

Peristalsi

Favorisce l’avanzamento del contenuto lungo il tubo digerente.

Segmentazione

Consiste in contrazioni che contribuiscono a rimescolare il contenuto intestinale, facilitandone il contatto con la superficie assorbente.

Perché l’immobilità può influire sull’intestino?

Una ridotta mobilità può favorire la stipsi, soprattutto se associata a scarso apporto di liquidi, alimentazione inadeguata o assunzione di determinati farmaci.

L’OSS deve contribuire alla prevenzione attraverso le attività previste dal piano assistenziale.

20. Stipsi: cause, segni e prevenzione assistenziale

La stipsi può manifestarsi con evacuazioni poco frequenti, feci dure, difficoltà nell’espulsione o sensazione di evacuazione incompleta.

Non deve essere valutata esclusivamente contando il numero delle evacuazioni: è importante considerare anche le abitudini abituali della persona.

Fattori predisponenti

  • Ridotta mobilità.
  • Scarso apporto di liquidi.
  • Apporto inadeguato di fibre.
  • Alcuni farmaci.
  • Patologie neurologiche.
  • Alterazioni della funzione intestinale.
  • Difficoltà a utilizzare il bagno.

Il contributo dell’OSS

  • Favorire la privacy.
  • Aiutare la persona ad assumere una posizione adeguata e sicura.
  • Collaborare alla mobilizzazione prevista.
  • Favorire l’accesso al bagno o alla comoda.
  • Osservare e registrare le evacuazioni secondo le procedure.
  • Segnalare variazioni importanti.

L’OSS non deve somministrare autonomamente lassativi o praticare manovre evacuative non previste dalle competenze e dai protocolli applicabili.

21. Diarrea: rischi e comportamento assistenziale

La diarrea è caratterizzata dall’emissione di feci molli o liquide, generalmente con frequenza superiore a quella abituale.

Può dipendere da infezioni, farmaci, intolleranze, malattie intestinali o altre condizioni.

I principali rischi

  • Disidratazione.
  • Perdita di elettroliti.
  • Irritazione cutanea.
  • Peggioramento delle condizioni generali.
  • Trasmissione di agenti infettivi, quando la causa è contagiosa.

Che cosa deve fare l’OSS?

Deve osservare frequenza, consistenza e caratteristiche delle evacuazioni, prestare attenzione ai segni di disidratazione e applicare le precauzioni igieniche previste.

In presenza di diarrea sospetta infettiva, è fondamentale rispettare le procedure di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.

La comparsa di sangue nelle feci, importante disidratazione, dolore addominale intenso o peggioramento dello stato generale richiede una valutazione sanitaria tempestiva.

22. Osservazione delle feci: colore, consistenza e alterazioni

L’osservazione delle evacuazioni è un’attività importante nell’assistenza quotidiana.

L’OSS può rilevare e riferire:

  • Frequenza.
  • Quantità approssimativa.
  • Consistenza.
  • Colore.
  • Presenza di muco o sangue visibile.
  • Difficoltà nell’evacuazione.
  • Dolore riferito dalla persona.

La scala di Bristol

La Bristol Stool Form Scale classifica le feci in sette tipologie, sulla base della forma e della consistenza.

In sintesi:

  • Tipo 1: grumi duri e separati.
  • Tipo 2: forma allungata ma grumosa.
  • Tipo 3: forma allungata con fessurazioni superficiali.
  • Tipo 4: forma allungata, liscia e morbida.
  • Tipo 5: frammenti morbidi con margini definiti.
  • Tipo 6: frammenti molli con margini irregolari.
  • Tipo 7: feci liquide senza parti solide.

I tipi 3 e 4 sono spesso considerati indicativi di una consistenza fecale normale, pur con variabilità individuale.

Segnali da non sottovalutare

Melena: emissione di feci nere, tipicamente picee, che può indicare sanguinamento gastrointestinale.

Rettorragia o sangue rosso nelle feci: richiede valutazione.

Feci molto chiare o acoliche: possono essere associate ad alterazioni del flusso biliare.

La colorazione delle feci può essere influenzata anche da alimenti e farmaci: l’OSS osserva e segnala, senza formulare diagnosi.

23. Nausea, vomito e dolore addominale

Nausea

È una sensazione spiacevole associata al possibile bisogno di vomitare.

Vomito

Consiste nell’espulsione forzata del contenuto gastrico attraverso la bocca.

Che cosa osservare?

  • Frequenza degli episodi.
  • Quantità approssimativa.
  • Aspetto del materiale.
  • Eventuale presenza di sangue.
  • Dolore addominale associato.
  • Stato di coscienza.
  • Segni di disidratazione.

Situazioni potenzialmente gravi

Richiedono particolare urgenza:

  • Vomito con sangue.
  • Vomito dall’aspetto simile a fondi di caffè.
  • Dolore addominale improvviso e intenso.
  • Addome molto disteso con vomito e impossibilità a evacuare o emettere gas.
  • Vomito associato a compromissione dello stato di coscienza.

In presenza di vomito, l’OSS deve garantire la sicurezza della persona, considerare il rischio di aspirazione e attivare tempestivamente il personale sanitario.

24. Alimentazione e assistenza OSS: le principali precauzioni

L’assistenza durante i pasti non consiste soltanto nell’aiutare la persona a mangiare.

Richiede attenzione alle condizioni cliniche, alla sicurezza, all’autonomia e alla dignità.

Prima del pasto

L’OSS deve verificare, secondo le procedure:

  • Che il pasto corrisponda alla dieta prevista.
  • Che la persona sia vigile e nelle condizioni di alimentarsi.
  • Che siano rispettate eventuali prescrizioni relative alla consistenza degli alimenti.
  • Che la postura sia adeguata.
  • Che siano disponibili gli ausili necessari.

Durante il pasto

È importante:

  • Rispettare i tempi della persona.
  • Favorire l’autonomia residua.
  • Evitare di forzare l’alimentazione.
  • Osservare eventuali difficoltà di masticazione e deglutizione.
  • Interrompere l’alimentazione in presenza di segnali di rischio.

Dopo il pasto

L’OSS collabora alla cura del cavo orale, al comfort e alla postura prevista.

Deve inoltre segnalare eventuali riduzioni significative dell’assunzione alimentare.

25. Nutrizione enterale, sondino e PEG: che cosa deve sapere l’OSS?

La nutrizione enterale permette di somministrare nutrienti attraverso il tratto gastrointestinale mediante dispositivi specifici.

Tra i possibili accessi:

  • Sondino nasogastrico.
  • Gastrostomia endoscopica percutanea, o PEG.
  • Altri accessi enterali.

La PEG

La PEG è un accesso che consente la somministrazione di nutrizione direttamente nello stomaco attraverso la parete addominale.

Il ruolo dell’OSS

L’OSS può contribuire all’igiene, al comfort, al posizionamento e all’osservazione della persona, secondo formazione, competenze e protocolli.

Deve segnalare:

  • Arrossamenti o secrezioni anomale nella zona dell’accesso.
  • Dolore.
  • Vomito.
  • Tosse o difficoltà respiratoria.
  • Spostamento o problemi evidenti del dispositivo.

La gestione della somministrazione della nutrizione, la verifica del corretto posizionamento dei dispositivi e le decisioni terapeutiche spettano ai professionisti competenti, secondo l’organizzazione assistenziale e la normativa applicabile.

26. Stomie intestinali: colostomia e ileostomia

Una stomia intestinale è un’apertura creata chirurgicamente per consentire la fuoriuscita del contenuto intestinale attraverso la parete addominale.

Colostomia

È una stomia che mette in comunicazione una porzione del colon con la superficie addominale.

Ileostomia

È una stomia realizzata utilizzando una porzione dell’ileo.

Il materiale emesso attraverso un’ileostomia è generalmente più liquido rispetto a quello di molte colostomie.

Aspetti assistenziali

L’OSS può collaborare, nei limiti delle attività consentite e secondo il piano assistenziale, all’igiene e al comfort della persona stomizzata.

Deve osservare eventuali:

  • Perdite dal presidio.
  • Irritazioni della cute peristomale.
  • Cambiamenti importanti della quantità o consistenza dell’effluente.
  • Dolore.
  • Alterazioni evidenti dell’aspetto della stomia.

La scelta dei presidi e la gestione di complicanze richiedono la valutazione dei professionisti sanitari.

27. Cinque casi pratici per la prova orale OSS

Caso 1 – Anziano allettato con stipsi

Un paziente allettato non evacua da diversi giorni e riferisce difficoltà.

Comportamento corretto: osservare e riferire il problema, collaborare alla mobilizzazione e all’idratazione previste, garantire privacy e favorire l’accesso agli ausili per l’evacuazione. Non somministrare autonomamente lassativi.

Caso 2 – Paziente che tossisce durante il pasto

Durante l’alimentazione, una persona presenta tosse ripetuta e voce gorgogliante.

Comportamento corretto: interrompere l’alimentazione in sicurezza, avvisare il personale sanitario e seguire le procedure previste. In caso di ostruzione grave delle vie aeree, attivare immediatamente l’emergenza e applicare le manovre per le quali si è formati.

Caso 3 – Presenza di feci nere

Durante l’igiene, l’OSS osserva feci nere, lucide e di aspetto piceo.

Comportamento corretto: segnalare tempestivamente il reperto, perché potrebbe essere compatibile con melena. Non attribuirlo automaticamente all’alimentazione.

Caso 4 – Paziente con diarrea ripetuta

Una persona presenta numerose scariche liquide e riferisce debolezza.

Comportamento corretto: informare l’infermiere, osservare eventuali segni di disidratazione, collaborare all’igiene e alla protezione della cute, rispettare le misure di prevenzione delle infezioni.

Caso 5 – Paziente con PEG e arrossamento della cute

Durante l’igiene, l’OSS nota arrossamento e secrezione nella zona di inserzione.

Comportamento corretto: segnalare il problema al personale sanitario, evitare manipolazioni non previste e rispettare le procedure assistenziali.

28. Concorso OSS 2026: 20 quiz sull’apparato digerente

Domanda 1. Dove inizia la digestione dei carboidrati complessi come l’amido?

A. Stomaco
B. Bocca
C. Colon
D. Retto

Risposta corretta: B. L’amilasi salivare avvia la digestione dell’amido nella cavità orale.

Domanda 2. Quale enzima è presente nella saliva?

A. Pepsina
B. Amilasi salivare
C. Tripsina
D. Lipasi pancreatica

Risposta corretta: B. L’amilasi salivare contribuisce alla digestione dei carboidrati.

Domanda 3. Quale organo collega la faringe allo stomaco?

A. Trachea
B. Esofago
C. Duodeno
D. Colon

Risposta corretta: B. L’esofago trasporta il bolo allo stomaco attraverso la peristalsi.

Domanda 4. Che cosa si intende per peristalsi?

A. Produzione di bile
B. Assorbimento di vitamine
C. Contrazioni coordinate che favoriscono l’avanzamento del contenuto
D. Produzione di globuli rossi

Risposta corretta: C. La peristalsi permette la progressione del contenuto lungo il tubo digerente.

Domanda 5. Quale regione collega lo stomaco al duodeno?

A. Cardias
B. Piloro
C. Fondo
D. Colon ascendente

Risposta corretta: B. Il piloro regola il passaggio del chimo verso il duodeno.

Domanda 6. Quali cellule producono l’acido cloridrico gastrico?

A. Cellule parietali
B. Cellule beta pancreatiche
C. Epatociti
D. Enterociti

Risposta corretta: A. Le cellule parietali producono HCl e fattore intrinseco.

Domanda 7. Quale enzima contribuisce alla digestione delle proteine nello stomaco?

A. Amilasi salivare
B. Pepsina
C. Lattasi
D. Lipasi pancreatica

Risposta corretta: B. La pepsina è un enzima proteolitico attivo nell’ambiente gastrico.

Domanda 8. Quali sono le tre parti dell’intestino tenue?

A. Cieco, colon, retto
B. Duodeno, digiuno, ileo
C. Fondo, corpo, piloro
D. Colon ascendente, trasverso, discendente

Risposta corretta: B. L’intestino tenue comprende duodeno, digiuno e ileo.

Domanda 9. Qual è la principale sede di assorbimento dei nutrienti?

A. Esofago
B. Stomaco
C. Intestino tenue
D. Retto

Risposta corretta: C. Nell’intestino tenue avviene la maggior parte dell’assorbimento dei nutrienti.

Domanda 10. Qual è la funzione principale dei villi intestinali?

A. Produrre bile
B. Aumentare la superficie di assorbimento
C. Trasportare aria
D. Accumulare urina

Risposta corretta: B. I villi aumentano la superficie della mucosa intestinale disponibile per l’assorbimento.

Domanda 11. Quale organo produce la bile?

A. Colecisti
B. Fegato
C. Pancreas
D. Milza

Risposta corretta: B. La bile è prodotta dal fegato.

Domanda 12. Quale organo conserva e concentra la bile?

A. Stomaco
B. Colecisti
C. Colon
D. Esofago

Risposta corretta: B. La colecisti immagazzina e concentra la bile tra i pasti.

Domanda 13. Qual è la principale funzione digestiva della bile?

A. Demolire direttamente le proteine come un enzima
B. Favorire l’emulsione dei grassi
C. Produrre insulina
D. Assorbire ossigeno

Risposta corretta: B. I sali biliari facilitano la digestione e l’assorbimento dei lipidi.

Domanda 14. Quale enzima pancreatico contribuisce alla digestione dei grassi?

A. Lipasi pancreatica
B. Pepsina
C. Amilasi salivare
D. Lisozima

Risposta corretta: A. La lipasi pancreatica è fondamentale nella digestione dei trigliceridi.

Domanda 15. Qual è una delle principali funzioni del bicarbonato pancreatico?

A. Aumentare l’acidità del chimo
B. Neutralizzare parte dell’acidità del contenuto proveniente dallo stomaco
C. Produrre bile
D. Trasportare ossigeno

Risposta corretta: B. Il bicarbonato contribuisce a creare condizioni favorevoli all’attività degli enzimi intestinali.

Domanda 16. Quale ormone favorisce la contrazione della colecisti?

A. Insulina
B. Colecistochinina
C. Melatonina
D. Eritropoietina

Risposta corretta: B. La colecistochinina, o CCK, contribuisce alla contrazione della colecisti.

Domanda 17. Quale funzione svolge prevalentemente l’intestino crasso?

A. Produzione di pepsina
B. Assorbimento di acqua ed elettroliti e formazione delle feci
C. Produzione di bile
D. Sintesi dell’insulina

Risposta corretta: B. Il colon partecipa al recupero di acqua ed elettroliti e alla formazione delle feci.

Domanda 18. Quale comportamento è corretto davanti a un paziente con sospetta disfagia?

A. Far bere rapidamente acqua
B. Aumentare la velocità del pasto
C. Interrompere l’alimentazione in sicurezza e segnalare il problema
D. Somministrare alimenti solidi per verificare la deglutizione

Risposta corretta: C. La disfagia può comportare rischio di aspirazione.

Domanda 19. Che cosa deve fare l’OSS se osserva feci nere e picee?

A. Ignorare il reperto
B. Somministrare un lassativo
C. Segnalare tempestivamente il reperto
D. Modificare la dieta autonomamente

Risposta corretta: C. Le feci nere e picee possono essere un segno di sanguinamento gastrointestinale.

Domanda 20. Qual è il comportamento corretto davanti a un paziente allettato con stipsi?

A. Somministrare autonomamente un clistere
B. Collaborare alla prevenzione e segnalare le alterazioni dell’evacuazione
C. Limitare sempre l’assunzione di liquidi
D. Impedire l’accesso alla comoda

Risposta corretta: B. L’OSS collabora alla prevenzione della stipsi nel rispetto del piano assistenziale e delle competenze previste.

29. Le dieci domande più importanti per la prova orale
  1. Quali sono gli organi dell’apparato digerente?
  2. Qual è la differenza tra digestione meccanica e chimica?
  3. Dove inizia la digestione dell’amido?
  4. Quali sono le funzioni dello stomaco?
  5. Che cosa sono il bolo alimentare e il chimo?
  6. Quali sono le tre porzioni dell’intestino tenue?
  7. Quali sono le funzioni dei villi intestinali?
  8. Quali funzioni svolgono fegato, colecisti e pancreas?
  9. Qual è la differenza tra intestino tenue e intestino crasso?
  10. Come deve comportarsi l’OSS davanti a disfagia, stipsi, diarrea o sangue nelle feci?

Per affrontare efficacemente la prova orale è utile collegare ogni organo alla propria funzione e alle possibili implicazioni assistenziali.

30. Gli errori da evitare durante il concorso

Confondere fegato e colecisti. Il fegato produce la bile, mentre la colecisti la conserva e concentra.

Affermare che la bile è un enzima. La bile facilita l’emulsione dei grassi, ma non è un enzima digestivo.

Confondere bolo e chimo. Il bolo si forma nella bocca; il chimo deriva dal rimescolamento del cibo con le secrezioni gastriche.

Attribuire allo stomaco il principale assorbimento dei nutrienti. La sede principale è l’intestino tenue.

Confondere duodeno, digiuno e ileo con le porzioni del colon. Sono i tre segmenti dell’intestino tenue.

Attribuire l’amilasi salivare allo stomaco. Viene secreta dalle ghiandole salivari.

Dimenticare la funzione esocrina del pancreas. Il pancreas produce anche enzimi digestivi e bicarbonato.

Considerare la tosse durante il pasto un fenomeno sempre innocuo. Può essere un segnale di disfagia.

Sottovalutare la presenza di sangue nelle feci. Richiede una valutazione sanitaria.

Confondere collaborazione assistenziale e autonomia terapeutica. L’OSS opera nel rispetto delle proprie competenze e delle indicazioni ricevute.

31. Schema finale di anatomia e fisiologia digestiva

BOCCA

Masticazione → formazione del bolo → inizio digestione dell’amido.

ESOFAGO

Peristalsi → trasporto del bolo.

STOMACO

Acido cloridrico → ambiente acido.

Pepsina → digestione delle proteine.

Chimo → contenuto gastrico parzialmente digerito.

INTESTINO TENUE

Duodeno → riceve bile e succo pancreatico.

Digiuno → importante assorbimento dei nutrienti.

Ileo → assorbimento di nutrienti, sali biliari e vitamina B12.

FEGATO

Produzione della bile, metabolismo e sintesi di proteine.

COLECISTI

Conservazione e concentrazione della bile.

PANCREAS

Esocrino → enzimi digestivi e bicarbonato.

Endocrino → insulina e glucagone.

INTESTINO CRASSO

Riassorbimento di acqua ed elettroliti → formazione delle feci.

ASSISTENZA OSS

Alimentazione sicura → igiene → osservazione delle evacuazioni → prevenzione → segnalazione → collaborazione.

Conclusioni: conoscere la digestione per assistere in sicurezza

L’apparato digerente consente all’organismo di trasformare gli alimenti in nutrienti, assorbirli e utilizzare le sostanze necessarie alla produzione di energia e al mantenimento delle funzioni vitali.

Il suo funzionamento dipende dall’integrazione tra organi del tubo digerente, ghiandole annesse, enzimi, ormoni e sistema nervoso.

Per l’Operatore Socio-Sanitario, queste conoscenze sono importanti soprattutto nell’assistenza alle persone anziane, fragili, allettate o con difficoltà nell’alimentazione e nell’eliminazione.

La prevenzione della disfagia, l’osservazione delle evacuazioni, il rispetto del piano alimentare e la tempestiva segnalazione delle alterazioni rappresentano elementi fondamentali della sicurezza assistenziale.

Per il Concorso OSS 2026, studiare l’apparato digerente significa conoscere non soltanto gli organi e le loro funzioni, ma anche le conseguenze assistenziali delle principali alterazioni gastrointestinali.

Redazione Nurse Times

Fonti scientifiche e istituzionali

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