Pubblicato nel Sistema nazionale linee guida il documento coordinato da AISLeC e AIUC per migliorare la gestione delle lesioni cutanee.
Novità importanti per la gestione delle ferite croniche con presenza sospetta o accertata di biofilm.
È stato pubblicato nel Sistema nazionale linee guida (SNLG) dell’Istituto Superiore di Sanità un documento di buone pratiche clinico-assistenziali dedicato al trattamento locale delle lesioni croniche nei pazienti adulti.
Il lavoro è stato coordinato dall’Associazione infermieristica per lo studio delle lesioni cutanee (AISLeC), in collaborazione con l’Associazione italiana ulcere cutanee (AIUC).
La pubblicazione, annunciata dalla FNOPI il 28 ottobre 2026, comprende sei raccomandazioni finalizzate a migliorare l’appropriatezza e ridurre la variabilità delle pratiche assistenziali.
Biofilm: perché può ostacolare la guarigione?
Il biofilm è una comunità organizzata di microrganismi che aderisce a una superficie e si sviluppa all’interno di una matrice protettiva. Nelle ferite croniche può contribuire alla persistenza dell’infiammazione e al ritardo della riparazione tissutale.
La sua presenza rende più complessa la gestione di lesioni che non mostrano un’evoluzione favorevole nonostante i trattamenti. Il biofilm non è necessariamente riconoscibile a occhio nudo. Per questo la valutazione deve basarsi sull’insieme degli elementi clinici e sull’andamento della ferita.
Sei raccomandazioni per uniformare l’assistenza
Il documento elaborato da AISLeC e AIUC raccoglie sei raccomandazioni specifiche per la gestione locale delle ferite croniche con biofilm.
L’obiettivo è offrire ai professionisti sanitari un riferimento condiviso, basato sulle migliori evidenze disponibili e applicabile al contesto del Servizio sanitario nazionale.
La pubblicazione risponde alla necessità di ridurre differenze ingiustificate tra comportamenti assistenziali, favorendo percorsi più appropriati e sicuri.
Le indicazioni devono essere consultate nel documento integrale, considerando la valutazione del paziente, le caratteristiche della lesione e il contesto clinico.
Il ruolo dell’infermiere esperto in wound care
Gli infermieri svolgono una funzione centrale nella prevenzione e nella gestione delle lesioni cutanee. La valutazione periodica della ferita, la documentazione dell’evoluzione clinica, la gestione delle medicazioni e l’educazione del paziente sono attività fondamentali per la continuità assistenziale.
In presenza di lesioni difficili da guarire, è particolarmente importante riconoscere tempestivamente i segni di peggioramento e favorire il confronto multidisciplinare.
Le raccomandazioni possono rappresentare uno strumento utile anche nei servizi domiciliari, negli ambulatori infermieristici e nelle strutture residenziali.
Dalle evidenze scientifiche alla pratica quotidiana
Uno degli aspetti più significativi della pubblicazione è il tentativo di trasferire le evidenze scientifiche nella pratica assistenziale. La disponibilità di raccomandazioni condivise può favorire la formazione continua, l’aggiornamento delle procedure aziendali e il confronto tra professionisti.
L’adozione di un documento di buone pratiche non elimina tuttavia la necessità di una valutazione clinica individualizzata.
Le decisioni devono considerare le condizioni generali della persona, la causa della lesione, la perfusione tissutale e gli altri fattori che possono interferire con la guarigione.
Redazione Nurse Times
Fonte ufficiale: FNOPI – Documento AISLeC pubblicato nel Sistema nazionale linee guida, 28 ottobre 2026.
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