Le liste d’attesa continuano a rappresentare “una criticità strutturale del sistema sanitario italiano”, legata non solo agli effetti della pandemia, ma anche a fattori organizzativi, gestionali e programmatori. Nonostante il rafforzamento del quadro normativo e finanziario “persistono difficoltà attuative, carenze di personale e differenze territoriali che limitano l’efficacia degli interventi”. Lo afferma la Corte dei conti nella relazione su “L’attuazione delle misure finalizzate a ridurre le liste di attesa”, sottolineando che “l’incremento dei finanziamenti non ha sempre prodotto risultati proporzionati in termini di prestazioni erogate e riduzione dei tempi di attesa”.
Nel periodo 2022-2028 le risorse destinate al contenimento delle liste di attesa ammontano a circa 3,71 miliardi di euro, mentre nel quadriennio 2022-2025, secondo i dati del ministero della Salute, a fronte di assegnazioni statali pari a circa 1,845 miliardi di euro, ne sono stati utilizzati circa 1,58 miliardi, sottolinea la Corte. “La scarsa completezza e uniformità delle informazioni trasmesse dalle Regioni rendono tuttavia non agevole una puntuale valutazione dell’impiego dei fondi e dei risultati conseguiti”, viene evidenziato.
In questo contesto le misure introdotte dal Decreto legge 73 del 2024 delineano un nuovo modello di governance, fondato sul potenziamento dei sistemi di controllo, sulla digitalizzazione e sulla tempestiva disponibilità dei dati. Un impianto che, secondo la magistratura contabile, “potrebbe favorire un miglioramento strutturale del sistema, i cui effetti potranno essere valutati in modo compiuto solo dopo la piena attuazione degli interventi previsti”.
Dalla Piattaforma nazionale delle liste di attesa (Pnla), “particolarmente rilevante ai fini dell’interoperabilità dei sistemi regionali e della disponibilità di dati comparabili, emergono criticità nell’utilizzo regionale della classe di priorità ‘P’ (programmata), differenze tra le date degli appuntamenti proposte e quelle accettate dai cittadini, nonché ritardi tra la prescrizione e il primo contatto con i Cup e divari tra le prescrizioni emesse e le prenotazioni registrate”.
L’analisi conferma “difficoltà nell’ampliamento dell’offerta sanitaria, anche in presenza di risorse finanziarie adeguate, a causa della carenza di personale, soprattutto specialistico, e richiama, pertanto, l’esigenza di completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr e dal Dm 77 del 2022, per migliorare la presa in carico, ridurre la domanda impropria e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui servizi specialistici”.
La magistratura contabile raccomanda, quindi, di accelerare l’attuazione del decreto del 2024, completare l’interoperabilità della Pnla, rafforzare il controllo sull’impiego delle risorse e sui risultati ottenuti, migliorare la programmazione dei fabbisogni assistenziali e adottare interventi strutturali per superare le carenze di personale.
Fnomceo: “Servono risorse per assunzioni stabili”
“La Corte dei conti richiama un punto decisivo: per ridurre le liste d’attesa occorre investire sui professionisti. Le risorse stanziate devono potersi tradurre in visite, esami e cure tempestive. Per questo servono assunzioni stabili, il completamento del percorso per superare il tetto di spesa del personale e condizioni di lavoro che rendano nuovamente attrattivo il Servizio sanitario nazionale”. Così Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), commenta la relazione della Corte dei conti sull’attuazione delle misure per ridurre le liste d’attesa.
“La relazione – afferma Anelli – conferma che in numerose realtà territoriali la difficoltà di aumentare le prestazioni dipende dalla carenza di personale, soprattutto specialistico, anche quando i finanziamenti sono disponibili. Occorre creare le condizioni per assumere e trattenere i professionisti nella sanità pubblica, valorizzandone il lavoro e garantendo retribuzioni adeguate, sicurezza e tempo da dedicare alla relazione di cura. È altrettanto necessario rendere pienamente operativa l’assistenza territoriale e assicurare continuità nella presa in carico dei pazienti”.
Per la Fnomceo, programmazione, organizzazione e verifica dei risultati devono concorrere a un obiettivo preciso: “Garantire a ogni cittadino le cure nei tempi richiesti dalle sue condizioni di salute, ovunque viva e indipendentemente dalle sue possibilità economiche”.
Redazione Nurse Times
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