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Mortalità evitabile, i dati della classifica MEV(i): l’Italia migliora, ma il Sud resta ancora indietro

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Mortalità evitabile: i dati del rapporto MEV(i) 2018
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È un’Italia spaccata in due, quella disegnata dall’ultima classifica provinciale MEV(i). Lo studio mostra come nel Centro-Nord la mortalità evitabile prima dei 75 anni di età continui a diminuire a una velocità maggiore di quanto non accada nel Sud e nelle isole, dove le cose migliorano ma più lentamente che altrove, nonostante il più ampio margine di miglioramento a disposizione.

Dal periodo pre-pandemia Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto, Marche ed Emilia Romagna occupano pressoché stabilmente le prime cinque posizioni della graduatoria regionale. Altrettanto stabilmente Sicilia, Molise, Sardegna, Calabria e Campania si posizionano nelle ultime cinque.

Il dettaglio provinciale evidenzia che i territori di Napoli e Caserta e di Caltanissetta ed Enna non solo stazionano costantemente tra le ultime dieci posizioni, ma migliorano meno della media o restano fermi rispetto agli anni precedenti. Di contro, province che negli ultimi anni hanno consolidato la loro presenza nella prima parte della classifica tendono a mantenere bassa o a ridurre ulteriormente la mortalità evitabile.

La classifica è calcolata sui dati del biennio 2022-2023 (ultimi disponibili). A fronte di un dato medio nazionale di 16,0 giorni perduti pro capite (l’indicatore MEV(i) scelto per il confronto), Napoli e Rimini – ai due estremi della graduatoria – si attestano rispettivamente a 20,7 e 12,5.

Il confronto con l’analoga classifica elaborata sul biennio precedente, quello della pandemia (2020-2021), vede una riduzione su scala nazionale del 3% circa dei giorni perduti pro capite e un miglioramento in 79 delle 107 province. Dal confronto con il triennio pre-pandemico (2017-2019) emerge tuttavia che il divario tra i valori più contenuti e quelli più critici si è ampliato.

Irregolarità, anche importanti, dovute al periodo pandemico e una fisiologica variabilità dei dati possono giustificare andamenti talvolta fortemente anomali. Resta in ogni caso evidente come la fotografia scattata anno dopo anno continui a restituire un Paese a più velocità.

Cause prevenibili: gli stili di vita i principali responsabili, soprattutto tra gli uomini

Consumo di alcol e tabacco, scorretta alimentazione e poca attività fisica sono alla base delle patologie prevenibili più ricorrenti tra le cause di morte al di sotto dei 75 anni. Dei circa 57mila decessi contrastabili con prevenzione primaria quantificati per il 2023, l’82% è correlato agli stili di vita e di questi due su tre sono di sesso maschile. Il contributo maschile alla mortalità prevenibile è ancora più elevato tra le morti per incidenti e suicidi: tra gli oltre 8.300 casi registrati i maschi sono oltre tre quarti.

Cause trattabili: diagnosi precoce (e tempestiva terapia), risorse da utilizzare al meglio

Nel 2023 sono state quasi 37.000 le morti per cause trattabili. Di queste, oltre 31.000, equamente ripartite tra maschi e femmine, riguardano patologie su cui si può intervenire con esito favorevole se individuate per tempo, grazie a programmi di screening e controlli periodici; le restanti, circa 5.600, sono legate a carenze nel trattamento e nella qualità delle cure.

Campagna “Nastro Rosa”: i tumori femminili

Il Centro Studi Nebo, curatore del Progetto MEV(i), ha realizzato uno specifico focus sui tumori femminili in occasione del mese dedicato alla lotta al cancro al seno. I decessi evitabili del 2023 entro i 74 anni per queste patologie – che rientrano nel più ampio gruppo della mortalità evitabile (e nella quasi totalità tra gli eventi per cause di morte contrastabili con diagnosi precoce e terapia) – sono circa 7mila, dei quali 5.500 relativi al tumore della mammella e 1.500 al tumore dell’utero. La diffusione dei casi sul territorio evidenzia un andamento non dissimile dal complesso della mortalità evitabile, con una maggiore criticità nelle aree del meridione e del nord-ovest d’Italia.

MEV(i): rapporto e banca dati

Il Centro Studi Nebo, che analizza il fenomeno della mortalità evitabile da quasi trent’anni, ha pubblicato in questi giorni il Rapporto 2025-26 (vedi allegato) e l’aggiornamento dell’intera serie di indicatori (dal 2011), liberamente consultabili on-line su www.mortalitaevitabile.it.

ALLEGATO: Rapporto MEV(i) 2025-2026

Redazione Nurse Times

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