Lo scorso 24 settembre, durante la cerimonia d’apertura del congresso Endo 2026 (World Endoscopy Organization), tenutosi a Città del Capo (Sudafrica), sono stati presentati i risultati dello studio Platone (acronimo di PEG bowel preparation in elderly outpatients), ricerca multicentrica italiana di cui la Gastroenterologia di Pescia (Ausl Toscana Centro) è centro coordinatoreche. Il lavoro è stato selezionato tra i tre migliori contributi scientifici a livello globale, ricevendo il prestigioso Glaciomar Machado Distinguished Abstract Award.
L’indagine, promossa dall’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri (AIGO), affronta il tema della difficoltà di assumere grandi quantità di liquidi per la pulizia intestinale, tra gli ostacoli principali nella prevenzione del tumore al colon-retto. Per un paziente anziano, infatti, bere due o più litri di preparato può rappresentare una barriera importante, che può portare a esami incompleti o rinunce.
Lo studio Platone ha messo a confronto una preparazione a basso volume (solo un litro) con quella standard da due litri. I risultati, presentati dal dottor Paolo Montalto (foto), direttore della Gastroenterologia di Pescia e presidente eletto AIGO, hanno mostrato che il regime da un litro non è solo paragonabile a quello tradizionale, ma è superiore in termini di pulizia efficace e capacità di individuare le lesioni.
“Semplificare la procedura per i pazienti anziani non è solo una questione di comfort, ma un requisito fondamentale per la sicurezza e l’efficacia clinica – dichiara il dottor Montalto –. In una popolazione che invecchia, con più colonscopie e maggiore rischio di tumore colo-rettale, ci ritroviamo oggi un paziente con preparazione inadeguata in media nel 20% dei casi. I nostri dati confermano che ridurre il volume del preparato aiuta a superare le barriere di aderenza, garantendo al medico una visibilità migliore e, di conseguenza, una diagnosi più accurata”.
Dal punto di vista tecnico, lo studio è stato condotto con un protocollo “in cieco”: l’endoscopista che eseguiva l’esame non sapeva quale preparazione avesse assunto il paziente, riducendo così il rischio di condizionamenti nella valutazione. Oltre a essere più facile da assumere, il preparato da un litro ha mostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole, indicando una possibile opzione per i pazienti anziani che devono sottoporsi a colonscopia in regime ambulatoriale.
Lo studio scientifico multicentrico, che ha coinvolto 300 pazienti anziani trattati a livello ambulatoriale, nasce da una collaborazione tra quattro centri italiani, coordinata dalla Gastroenterologia dell’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia, nell’ambito della SOC Gastro Pistoia-Prato diretta dal dottor Mario Lombardi.
Al progetto hanno contribuito la Gastroenterologia oncologica del CRO di Aviano (con il direttore professor Renato Cannizzaro), la Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Asst Sette Laghi di Varese (con il direttore, dottor Sergio Segato, e lo sperimentatore, dottor Marco Balzarini) e la Gastroenterologia ed endoscopia digestiva di Firenze dell’Ausl Toscana Centro (con il direttore, dottor Ottaviano Tarantino, e lo sperimentatore, dottor Bernardo Fani).
Redazione Nurse Times
Articoli correlati
- La dieta prima della colonscopia: cosa mangiare
- Colonscopia: cos’è, come si esegue, interpretazione del risultato
- Polipi precancerosi, colonscopia con intelligenza artificiale li individua meglio di quella standard
- Unisciti a noi su Telegram https://t.me/NurseTimes_Channel
- Scopri come guadagnare pubblicando la tua tesi di laurea su NurseTimes
- Il progetto NEXT si rinnova e diventa NEXT 2.0: pubblichiamo i questionari e le vostre tesi
- Carica la tua tesi di laurea: tesi.nursetimes.org
- Carica il tuo questionario: https://tesi.nursetimes.org/questionari
Lascia un commento