Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.
La nomina del nuovo direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta non può ridursi a una questione di nomi, equilibri o dinamiche politiche. Per Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta la scelta del nuovo vertice deve diventare l’occasione per chiarire quale progetto sanitario la Regione intenda costruire per i prossimi anni e, soprattutto, quali risposte voglia dare ai professionisti che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai cittadini.
La procedura per la formazione della rosa degli idonei è stata avviata dalla Regione nei mesi scorsi e la rosa è stata successivamente approvata nel giugno 2026. La scelta del direttore generale spetta ora alla Giunta regionale, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
“Non spetta a un sindacato indicare chi debba essere il prossimo direttore generale dell’Usl e non intendiamo entrare nella partita dei nomi – dichiara Claudio Delli Carri (foto), segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta –. A noi interessa cosa accadrà il giorno dopo la nomina. Chi guiderà l’Azienda dovrà affrontare problemi che i professionisti conoscono molto bene perché li vivono ogni giorno: carenza di personale, difficoltà di reclutamento, turni pesanti, carichi di lavoro, liste d’attesa, organizzazione dell’assistenza territoriale e valorizzazione delle competenze. Su questi temi ci aspettiamo una linea chiara e, soprattutto, risposte concrete”.
Per Nursing Up la stabilità della direzione aziendale è certamente necessaria, ma non può essere considerata separatamente dalla stabilità organizzativa e professionale di chi lavora nei servizi sanitari valdostani.
“Il rischio – prosegue Delli Carri – è concentrare per settimane il dibattito su chi occuperà una poltrona e perdere di vista le migliaia di persone che tengono in piedi il sistema. La questione vera non è soltanto chi guiderà l’Usl, ma quale sanità vogliamo avere in Valle d’Aosta tra cinque o dieci anni e quale ruolo intendiamo riconoscere a infermieri, ostetriche e professionisti sanitari”.
Tra le priorità indicate dal Nursing Up c’è il tema dell’attrattività del Servizio sanitario regionale. La capacità di reclutare nuovi professionisti e, allo stesso tempo, di trattenere quelli già presenti passa infatti dalle condizioni complessive di lavoro e dalle prospettive professionali offerte dal sistema.
“Se vogliamo che un professionista scelga la Valle d’Aosta e decida di rimanervi, dobbiamo dargli delle ragioni concrete per farlo – sottolinea Delli Carri –. Non possiamo preoccuparci dell’attrattività soltanto quando dobbiamo coprire un incarico dirigenziale. Dobbiamo renderla una priorità anche per chi lavora nei reparti di degenza, sul territorio, nell’emergenza, nelle sale operatorie, nei servizi diagnostici e in tutti gli altri contesti assistenziali. Significa parlare di organici, retribuzioni, formazione, possibilità di crescita, riconoscimento delle competenze e sostenibilità dei carichi di lavoro”.
Nursing Up richiama quindi la necessità di trasformare la valorizzazione delle professioni sanitarie da principio dichiarato a politica organizzativa concreta.
“Non possiamo continuare a parlare di valorizzazione professionale come se fosse uno slogan – aggiunge il segretario regionale Nursing Up –. Le competenze acquisite, le responsabilità assunte e la crescita professionale devono avere un riconoscimento reale. Se chiediamo sempre di più ai professionisti senza costruire contemporaneamente condizioni di lavoro adeguate e prospettive di crescita, il problema del reclutamento e della permanenza nel sistema sanitario continuerà inevitabilmente a ripresentarsi”.
Nursing Up chiede pertanto che, parallelamente alla conclusione dell’iter per la nomina del nuovo direttore generale, venga aperto un confronto strutturato tra Regione, Azienda Usl e organizzazioni sindacali sulle priorità della sanità valdostana.
“La Valle d’Aosta ha bisogno di una guida stabile, certamente, e auspichiamo che la scelta venga conclusa senza ulteriori attese. Ma ha bisogno soprattutto di un progetto – conclude Delli Carri –. Quando sarà nominato il nuovo direttore generale, per noi non sarà la fine della discussione: dovrà esserne l’inizio. Nursing Up chiederà subito un confronto sulle condizioni del personale e sull’organizzazione dei servizi. Perché un sistema sanitario funziona quando riesce a rispondere ai cittadini, ma per riuscirci deve prima mettere chi cura nelle condizioni di lavorare bene”.
Redazione Nurse Times
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