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Tumore al pancreas, promette bene la prima terapia sperimentale sull’uomo con luce laser

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Il Chao Family Comprehensive Cancer Center dell’UCI Health (Università della California) sta conducendo una sperimentazione clinica di fase 1, la prima sull’uomo, che utilizza la luce laser per colpire i tumori al pancreas localizzati ma non operabili.

La radiologa dottoressa Nadine Abi-Jaoudeh, esperta di fama nazionale in approcci interventistici per il trattamento dei tumori, dirige l’innovativa sperimenazione clinica, che utilizza il farmaco fotosensibile padeliporfina per distruggere i tumori al pancreas che avvolgono le principali arterie addominali. Una volta che i vasi sono liberi da tumori, i pazienti possono sottoporsi a un intervento chirurgico potenzialmente salvavita.

“Innanzitutto iniettiamo al paziente un farmaco fotosensibile – spiega Abi-Jaoudeh -. Poi inseriamo un palloncino nel vaso sanguigno invaso dal tumore. All’interno del palloncino c’è un laser. Quando lo accendiamo, questo attiva il farmaco, distruggendo il tumore che circonda il vaso”.

Si tratta di uno dei numerosi studi clinici all’avanguardia offerti da UCI Health per il cancro al pancreas, tra cui la terapia innovativa con daraxonrasib, un farmaco unico nel suo genere, recentemente approvato dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense. La pillola, da assumere quotidianamente, agisce bloccando una mutazione proteica che stimola la crescita del tumore.

Tra i tumori più letali

Il cancro al pancreas ha uno dei tassi di sopravvivenza più bassi tra tutti i tumori. Una delle ragioni è che, per il 50% dei pazienti con tumore localizzato (ovvero non metastatico), due terzi non sono candidabili all’intervento chirurgico. Questo accade solitamente perché i tumori avvolgono le principali arterie che irrorano l’addome e l’intervento chirurgico rischierebbe di danneggiare i vasi sanguigni.

Nei risultati preliminari, pubblicati sul Journal of Vascular and Interventional Radiology, Abi-Jaoudeh ha riportato i dati relativi a tre pazienti trattati con la terapia a base di padeliporfina. Da allora altri tre pazienti sono stati sottoposti a terapia a bassa intensità luminosa. Dei sei pazienti totali, in quattro è stato rimosso chirurgicamente il tessuto tumorale residuo, e in tre di questi non è stata riscontrata alcuna evidenza di cellule cancerose ai margini dell’intervento.

“Si tratta di una scoperta significativa, perché i pazienti con tumori localizzati che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico hanno tassi di sopravvivenza altrettanto bassi dei pazienti con tumore al pancreas metastatico”, afferma Abi-Jaoudeh, che è anche professore di Radiologia presso la Facoltà di Medicina dell’UC Irvine.

Distruggere i tumori dall’interno verso l’esterno

Il trattamento con luce laser viene somministrato in due sessioni di cinque minuti ciascuna, dopo che ai partecipanti è stato iniettato il farmaco padeliporfina. Successivamente i pazienti devono trascorrere tre giorni in una stanza buia, poiché l’esposizione alla luce potrebbe danneggiare altre aree, come la pelle. Per questo motivo la terapia non è stata utilizzata per trattare aree più estese.

L’illuminazione della padeliporfina provoca una reazione fotochimica all’interno dei vasi sanguigni che distrugge la vascolarizzazione tumorale e, in definitiva, il tumore stesso. Sebbene la distruzione del tessuto inizi immediatamente dopo il trattamento, l’équipe attende due settimane prima di rimuovere chirurgicamente il tessuto tumorale residuo.

Nell’ambito della sperimentazione di fase 1, Abi-Jaoudeh sta testando tre dosi crescenti di irradiazione laser per determinare quella più efficace. Se i risultati continueranno a essere promettenti, spera di ampliare lo studio. “Se riusciremo a confermare l’efficacia di questo approccio, speriamo di passare alle fasi successive della sperimentazione – afferma la dottoressa -. Se approvate per ulteriori test dalla Fda, la fase 2 e la fase 3 prevederebbero la sperimentazione della terapia su un numero significativamente maggiore di pazienti”.

Redazione Nurse Times

FonteUci Health

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