Il 17 settembre, Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita, apre online l’Osservatorio ICA Italia. Raccoglie i dati pubblici sulle infezioni correlate all’assistenza e le sentenze che le riguardano.
In Italia si contraggono ogni anno fra 400 e 640mila infezioni durante un ricovero, con circa 20mila decessi attribuibili. Sono le stime dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), secondo il quale più della metà di queste infezioni si potrebbe prevenire.
Da giovedì 17 settembre è online l’Osservatorio ICA Italia, all’indirizzo osservatorioicaitalia.it. Il portale raccoglie soltanto i dati pubblici e ufficiali sulle infezioni correlate all’assistenza che oggi sono pubblicati da una moltitudine di soggetti, in rapporti istituzionali, sorveglianze regionali, documenti europei e sentenze.
Dall’analisi delle sentenze è possibile capire dove e come la prevenzione non ha tenuto, quali sono le cause che portano al giudizio: il catetere non sostituito, il campo operatorio contaminato, la sorveglianza che manca, la struttura che non riesce a dimostrare di aver fatto quanto doveva. Per chi dirige un ospedale o gestisce il rischio clinico è un elenco di punti da verificare nella propria struttura, mentre al cittadino permette di capire che cosa succede quando un’infezione arriva davanti a un giudice.
L’Osservatorio guarda anche dove la prevenzione funziona. Una sezione del sito è dedicata alle strutture che ottengono risultati documentati, per esempio una riduzione misurata delle infezioni o il riconoscimento di un ente terzo. Le prime schede sono in lavorazione. Ogni struttura compare con il proprio nome solo dopo aver dato il consenso scritto.
L’archivio conta oggi 348 casi decisi fra il 2016 e il 2026 in tutte le regioni, ciascuno con il provvedimento integrale reso anonimo. È quello che l’Osservatorio è riuscito a documentare finora, non il totale delle sentenze italiane in materia. La raccolta continua. Le sentenze stesse raccontano solo la punta dell’iceberg, perché gran parte delle infezioni che causano un danno si chiude con un accordo riservato o non viene mai denunciata.
Nelle schede non compaiono i nomi di pazienti e sanitari, né quelli delle strutture. Non ci sono classifiche di ospedali. “Il nostro avversario è l’infezione, non chi lavora in corsia – spiegano dall’Osservatorio ICA Italia -. Per questo non pubblichiamo il nome di nessun ospedale, nemmeno quando sta scritto negli atti. Un osservatorio che alimenta il contenzioso farebbe danno agli ospedali senza togliere una sola infezione”.
Redazione Nurse Times
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