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Sanità penitenziaria, Giuliano (UGL Salute): “Un infermiere ogni 600 detenuti: emergenza inaccettabile”

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“Un infermiere ogni 600 detenuti, in alcune realtà e soprattutto nei turni di notte, rappresenta la fotografia di una sanità penitenziaria che vive una vera e propria emergenza strutturale. Non possiamo considerare normale che un solo professionista debba farsi carico di un numero così elevato di persone, con responsabilità assistenziali enormi e condizioni operative estremamente complesse”. Lo dichiara Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute.

“Sovraffollamento, elevata presenza di persone con patologie croniche, fragilità psichiche e dipendenze rendono il lavoro degli operatori sanitari negli istituti penitenziari particolarmente delicato – prosegue Giuliano -. A fronte di questa complessità, la carenza di personale aumenta il carico di lavoro, espone gli operatori a maggiori rischi e può compromettere la continuità e la qualità dell’assistenza”.

E ancora: “Gli infermieri e tutti i professionisti della sanità penitenziaria stanno dimostrando ogni giorno professionalità, responsabilità e spirito di sacrificio, ma non si può pensare di colmare le carenze organizzative affidandosi esclusivamente alla loro dedizione. Servono organici adeguati, condizioni di lavoro sicure e una formazione continua capace di rispondere alla specificità dell’assistenza penitenziaria, dalla gestione delle emergenze alla salute mentale e alle dipendenze”.

Sempre Giuliano: “La salute non può avere un diverso valore dentro o fuori un istituto penitenziario e la sicurezza degli operatori deve essere una priorità. Dietro ogni numero ci sono professionisti chiamati quotidianamente a garantire cure e assistenza in condizioni difficili. La sanità penitenziaria non può essere lasciata ai margini: tutelare chi cura significa tutelare anche chi deve essere curato. UGL Salute continuerà a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro dei professionisti e sulla qualità dell’assistenza garantita negli istituti penitenziari”.

Redazione Nurse Times

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