Lucrezia Minervini racconta la rete dell’emergenza a Bolzano, dalla Centrale unica 112 alle ambulanze e all’elisoccorso HEMS.
Dietro ogni ambulanza che attraversa la città e ogni elicottero che decolla verso una valle alpina esiste un sistema complesso di valutazioni, comunicazioni e decisioni. Lucrezia Minervini ha potuto conoscerlo dall’interno durante il suo percorso formativo nella rete dell’emergenza di Bolzano.
Dopo le prime giornate trascorse in Pronto soccorso, l’infermiera ha proseguito il tirocinio nella Centrale unica di emergenza 112, presso la Croce Bianca, con gli equipaggi della Croce Rossa e nella base dell’elisoccorso HEMS. Un’esperienza che le ha consentito di seguire il paziente dall’inizio della richiesta di aiuto fino alla presa in carico ospedaliera.
Come funziona la Centrale unica di emergenza 112
Il Numero unico europeo 112 è stato introdotto in Alto Adige il 17 ottobre 2017. La Centrale opera 24 ore su 24 e indirizza le chiamate verso i servizi competenti sulla base della natura dell’emergenza.
Durante la giornata trascorsa nella Centrale, Lucrezia ha osservato la prima ricezione della chiamata. Gli operatori raccolgono i dati essenziali, localizzano il luogo dell’evento e valutano se la richiesta sia di competenza sanitaria, dei Vigili del fuoco o delle forze dell’ordine.
Quando emerge un bisogno sanitario, la chiamata viene inoltrata alla centrale operativa competente, dove vengono approfondite le condizioni della persona e scelto il mezzo più appropriato. Le possibilità comprendono ambulanze con soccorritori, mezzi con personale infermieristico, automediche ed elicotteri. Nei contesti complessi possono essere attivate contemporaneamente ulteriori componenti della rete.
Nel 2025 la Centrale unica altoatesina ha ricevuto 263.308 chiamate. Ne ha inoltrate 156.162 alle centrali operative competenti, pari al 59,31%, mentre il 40,69% è stato gestito direttamente dal primo livello. Il tempo medio di risposta è stato di 2,8 secondi.
La tempestività comincia dalla telefonata
Per Lucrezia Minervini, l’esperienza in Centrale ha reso evidente che la qualità del soccorso inizia prima dell’arrivo dell’ambulanza. Una localizzazione corretta, la raccolta delle informazioni e la scelta del mezzo possono influire sui tempi e sull’appropriatezza dell’intervento.
In una provincia caratterizzata da montagne, vallate e località turistiche, la distanza non è l’unica variabile: contano l’accessibilità, le condizioni meteorologiche e la natura dell’evento. L’attività della Centrale richiede inoltre una comunicazione comprensibile anche quando chi telefona è spaventato, agitato o non conosce con precisione il luogo in cui si trova.
A bordo con la Croce Bianca
La seconda tappa territoriale ha portato Minervini nella sede della Croce Bianca, dove ha conosciuto l’organizzazione dei mezzi e la composizione degli equipaggi. Infermieri, autisti soccorritori, soccorritori e volontari operano all’interno di una rete integrata. Lucrezia è rimasta particolarmente colpita dal percorso formativo richiesto ai volontari, articolato in livelli progressivi e verifiche teorico-pratiche.
Nel 2024 in Alto Adige sono stati effettuati 85.101 interventi di emergenza sanitaria, con una media di circa 233 al giorno. Nel 79% dei casi sono intervenute ambulanze della Croce Bianca, mentre il 16,6% degli interventi è stato effettuato con mezzi della Croce Rossa.
Durante un turno, Minervini ha partecipato alla presa in carico di una persona colpita da una crisi convulsiva generalizzata in un luogo pubblico. Il paziente si presentava agitato e scarsamente collaborante. Durante il trasporto è stato protetto, posizionato in sicurezza e monitorato, mentre veniva preallertata la Sala Rossa. Una volta in ospedale, la stabilizzazione ha consentito di procedere con gli accertamenti e la valutazione neurologica.
Per Lucrezia è stato un confronto diretto con una delle principali difficoltà dell’assistenza extraospedaliera: operare in un ambiente non controllato, con informazioni inizialmente incomplete e tempi ridotti.
Croce Rossa, automedica e gestione relazionale
La giornata con la Croce Rossa ha permesso all’infermiera di osservare il lavoro dell’automedica e l’integrazione tra medici, infermieri, soccorritori e volontari. Tra gli interventi seguiti vi è stata la gestione di un giovane in stato di agitazione, inizialmente segnalato come possibile crisi psicotica.
Durante il tragitto, il paziente si è progressivamente calmato senza che fosse necessario ricorrere alla somministrazione di farmaci. Dopo la valutazione ospedaliera e il consulto specialistico, non si è reso necessario il ricovero.
L’episodio ha mostrato a Minervini il valore della de-escalation relazionale. Anche nell’emergenza, la comunicazione può rappresentare un intervento assistenziale determinante, riducendo il ricorso a procedure invasive quando le condizioni lo consentono.
L’elisoccorso nel territorio alpino
La base dell’elisoccorso HEMS ha costituito una delle tappe più significative. L’Alto Adige dispone di tre elicotteri di soccorso, Pelikan 1, Pelikan 2 e Pelikan 3. In particolari periodi dell’anno può aggiungersi un velivolo dell’Aiut Alpin Dolomites. Nel 2024 sono stati effettuati 3.782 interventi in elicottero, per circa 2.505 ore complessive di volo.
L’elicottero permette di raggiungere zone impervie, piste da sci e vallate lontane, ma viene utilizzato anche nei trasferimenti secondari tra ospedali. Minervini ha seguito il percorso di un paziente soccorso sulle piste dopo un episodio di sincope accompagnato da dolore toraco-addominale. Centralizzato a Bolzano, è stato sottoposto agli accertamenti necessari e successivamente trasferito in elicottero verso un centro specialistico.
L’esperienza le ha consentito di comprendere che un trasferimento critico richiede stabilizzazione, preparazione dei dispositivi, monitoraggio continuo e comunicazione con l’ospedale ricevente.
Il ruolo dell’infermiere nella catena del soccorso
Dalla Centrale 112 alla Sala Rossa, Lucrezia Minervini ha ritrovato lo stesso principio: nessun professionista opera isolatamente. L’infermiere territoriale deve valutare il paziente in condizioni imprevedibili, utilizzare le risorse disponibili, comunicare con la centrale operativa e anticipare i bisogni che emergeranno durante il trasporto.
All’arrivo in ospedale, l’handover permette di trasferire non soltanto il paziente, ma anche le informazioni indispensabili per proseguire l’assistenza. Il percorso altoatesino ha mostrato a Minervini una rete costruita sull’integrazione tra personale sanitario, soccorritori, volontari, Vigili del fuoco, forze dell’ordine e soccorso alpino.
La Centrale provinciale coordina una rete che comprende ambulanze, elicotteri, medici specializzati, corpi dei Vigili del fuoco e gruppi di soccorso alpino. Una macchina complessa nella quale la tecnologia è indispensabile, ma non sufficiente. A fare la differenza restano la preparazione delle persone, la chiarezza delle comunicazioni e la capacità di assumere rapidamente decisioni appropriate.
Redazione Nurse Times
- Unisciti a noi su Telegram https://t.me/NurseTimes_Channel
- Scopri come guadagnare pubblicando la tua tesi di laurea su NurseTimes
- Il progetto NEXT si rinnova e diventa NEXT 2.0: pubblichiamo i questionari e le vostre tesi
- Carica la tua tesi di laurea: tesi.nursetimes.org
- Carica il tuo questionario: https://tesi.nursetimes.org/questionari
Lascia un commento