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Autonomia differenziata in sanità: le preoccupazioni di Fials Puglia

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Fials Milano: "Prima di reclutare infermieri all'estero risolviamo i problemi del personale sanitario"
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa diffuso dalla segreteria regionale del sindacato.

Sin dalla prima gestazione provvedimento sull’autonomia differenziata, promosso dal ministro Calderoli, la Fials già evidenziava che nel Servizio sanitario nazionale si riscontravano gravi differenze territoriali nel Paese, determinate dalla mole di competenze già affidate in materia di sanità alle Regioni, che quindi dispongono autonomamente della materia, senza alcun coordinamento.

Per questo motivo la Fials aveva espresso forti preoccupazioni sulle ricadute negative, facilmente ipotizzabili, soprattutto dal punto di vista dell’erogazione delle prestazioni sanitarie, in particolar modo nelle regioni del mezzogiorno d’Italia, già storicamente penalizzate dall’iniquo criterio di riparto delle risorse del Fondo sanitario nazionale. 

L’affidamento di ulteriori competenze alle Regioni e la recente sottoscrizione delle pre-intese con alcune Regioni del Nord Italia confermano i rischi di acuizione del divario tra le regioni del Mezzogiorno e le regioni del Nord Italia, motivo per cui non possiamo che condividere la posizione espressa dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e dei governatori di altre Regioni del Mezzogiorno, con la finalità di evitare che si giunga ad una definitiva spaccatura insanabile nel Paese.

La sanità pugliese, storicamente penalizzata dalla limitatezza delle risorse assegnate dai criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale, nonchè dall’incremento dei costi di beni e servizi, che ha già determinato un deficit nell’anno 2025 di circa 350 milioni di euro, nel mentre è costretta giornalmente a combattere la cronica e ormai storica carenza di personale nel Ssr.

La Regione Puglia, quindi, non potrà che veder peggiorata la sua condizione in materia di erogazione delle prestazioni sanitarie, che peraltro sconta già tempi di attesa ormai insostenibili per la popolazione, costretta sempre più a rinunciare alle cure. Se non, per quelli che se lo possono economicamente permettere, a ricorrere all’acquisto diretto delle prestazioni o da soggetti privati o in regime di intramoenia nelle strutture pubbliche.

Fials Puglia, a difesa del servizio sanitario universale e gratuito, si farà promotrice unitamente alla segreteria nazionale Fials, di una serie di iniziative finalizzate a garantire il diritto costituzionale alla salute in maniera omogenea in tutte le regioni d’Italia, superando ingiustificabili divari territoriali e la mobilità sanitaria dei pazienti verso le regioni del Nord, per ottenere cure in tempi congrui, anche nel caso in cui non si tratti di cure di elevata complessità.

Condividiamo quindi l’iniziativa avanzata dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, auspicando che a lui si aggiungano subito tutti i presidenti delle Regioni del Mezzogiorno, a prescindere dal colore politico, per quella che giudichiamo una battaglia di civiltà ed equità nei confronti soprattutto dei più deboli.

Una battaglia che sia finalizzata a contrastare una deriva regionalista che garantirebbe più servizi nelle regioni più ricche del Nord, che hanno anche la capacità di aumentare la spesa sanitaria grazie alle loro maggiori entrate fiscali, mentre penalizzerebbe ulteriormente regioni come la Puglia, che è in piano di rientro, e che non potrebbero fare altrettanto nemmeno se avesse risorse economiche proprie da impegnare.

Desta inoltre grave preoccupazione, in questo scenario, la possibilità che un siffatto modello di ulteriore autonomia regionale possa portare alla definizione di impianti di contrattazione collettiva regionale dei lavoratori della sanità, finalizzata a creare attrattività da parte delle regioni del Nord verso personale medico, sanitario e socio-sanitario delle regioni del Mezzogiorno, configurandosi la deprecabile ipotesi di determinare vere e proprie “gabbie salariali”, strumento nato nel 1945 e per fortuna abolito del tutto nel 1972.

Redazione Nurse Times

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