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Morso inverso nei bambini: non solo problema di denti, ma campanello d’allarme per crescita, masticazione e respiro

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Tre segnali che i genitori possono notare anche a casa.

Riguarda fino a un bambino su dieci, può comparire già nei denti da latte e, se trascurato, rischia di compromettere la regolare crescita del volto. È il morso inverso (o morso incrociato), una malocclusione in cui i denti superiori chiudono “dentro” rispetto a quelli inferiori, davanti o lateralmente. Un problema spesso sottovalutato dalle famiglie, ma al centro dell’attenzione degli ortodontisti perché, intercettarlo presto, può fare la differenza.

Secondo una revisione sistematica internazionale, pubblicata su European Journal of Orthodontics, nei bambini e adolescenti sani il morso inverso anteriore ha una prevalenza media del 7,8%, quello posteriore del 9%, mentre il crossbite associato a deviazione funzionale della mandibola arriva al 12,2%. Una revisione del 2024 sulla dentizione da latte segnala inoltre che oltre la metà dei bambini in età prescolare presenta almeno un tratto di malocclusione, con l’Europa tra le aree a maggiore prevalenza per il morso incrociato posteriore.

Erica Barina

“Il messaggio per i genitori è semplice: non bisogna aspettare che il bambino cresca per far valutare un morso inverso – spiega Erica Barina, presidente FACExp -. In molti casi l’intervento precoce consente di guidare la crescita delle ossa mascellari, migliorare la funzione masticatoria e ridurre il rischio che il problema si strutturi. Non tutti i bambini devono iniziare subito una terapia, ma tutti i bambini con un morso inverso devono essere valutati da uno specialista”.

La letteratura più recente insiste infatti sul ruolo dell’ortodonzia intercettiva. Un consensus internazionale pubblicato nel 2024 su International Journal of Oral Science sottolinea che le malocclusioni pediatriche possono avere effetti su funzione orale, sviluppo cranio-facciale e qualità di vita, e richiama la necessità di diagnosi e trattamento precoci quando indicati.

Il morso inverso può manifestarsi con segnali visibili anche a casa: incisivi inferiori che chiudono davanti ai superiori, mento che sembra sporgere, mandibola che devia quando il bambino chiude la bocca con difficoltà a mordere alcuni cibi. Nel morso inverso posteriore, il problema può essere meno evidente, ma condizionare comunque la crescita trasversale del palato e l’equilibrio della mandibola.

“L’obiettivo non è medicalizzare ogni piccolo disallineamento – aggiunge Barina -, ma distinguere ciò che può essere osservato da ciò che va intercettato. La visita ortodontica in età evolutiva serve proprio a questo: capire se c’è spazio per attendere o se è il momento giusto per intervenire”.

Durante i mesi di giugno e luglio il tema del morso inverso in età pediatrica è oggetto di un ciclo di incontri formativi gratuiti rivolti ai pediatri, promosso da FACExp – Experts in Orthodontics. L’associazione ogni anno organizza quest’iniziativa per porre l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della corretta informazione sulle malocclusioni in età evolutiva.

L’edizione 2026 ha coinciso con un traguardo significativo per l’associazione, che il 13 giugno ha celebrato i suoi dieci anni di attività. In questo decennio FACExp ha promosso la diffusione della cultura ortodontica attraverso formazione, ricerca, aggiornamento scientifico e iniziative di divulgazione rivolte ai professionisti e alle famiglie, con l’obiettivo di favorire diagnosi sempre più tempestive e percorsi di cura appropriati per i bambini.

Redazione Nurse Times

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