“Il Contratto nazionale è stato firmato da oltre dieci mesi, ma non è stato ancora possibile stringere accordi territoriali con l’Asl Sud Est, che finora ha convocato pochi incontri, e anche quei pochi soltanto per gli argomenti di suo interesse. Questo, nonostante le nostre ripetute richieste”. Con tale premessa il sindacato Nursing Up, ha annunciato la proclamazione dello stato di agitazione del personale sanitario della Asl Toscana Sud Est.
“Nessuna trattativa, stallo per il contratto integrativo aziendale e ritardi continui – precisano Edgardo Norgini, Marco Orlandella e Massimiliano Paolucci –. Per questo motivo Nursing Up, insieme al Nursind, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario della Asl Sud Est. Ci troviamo davanti a una situazione paradossale, a uno stato di paralisi delle trattative con l’Asl dovuto principalmente ai continui rinvii del calendario e alle modifiche dei tavoli operati unilateralmente dall’Azienda”.
Uno stallo che impedisce la formulazione del contratto integrativo aziendale, creando un danno economico ai lavoratori. “Con questo modo di fare – aggiungono i sindacalisti Nursing Up – è impossibile fare accordi che portino benefici al personale sanitario. Ma c’è dell’altro: abbiamo cercato un confronto su molti temi cari al personale, quali erogazione di indennità a una più vasta platea e con incremento economico di alcune di esse, assunzioni, riconoscimento a tutti della mensa o del buono pasto sostitutivo. Ebbene, l’Azienda ha speso nel 2025 le risorse utili al raggiungimento di questi aumenti economici per gli straordinari per la cronica mancanza di personale. Abbiamo ricevuto risposte del tutto irricevibili. Ecco perchè proclamiamo lo stato di agitazione del personale e chiesto al prefetto un tentativo di conciliazione con la direzione aziendale”.
A rappresentare la posizione del Nursind sono invece i segretari territoriali Claudio Cullurà (Arezzo), Valentina Galesi (Grosseto) e Danilo Malatesta (Siena), che parlano di situazione ormai non più sostenibile: “Ci troviamo davanti a una vera e propria paralisi delle trattative. I continui rinvii degli incontri e le modifiche unilaterali del calendario operate dall’Asl toscana Sud Est impediscono di arrivare alla definizione del contratto integrativo aziendale, con un danno economico concreto per tutto il personale. A dieci mesi dalla sottoscrizione del Ccnl, questa situazione non è più accettabile”.
Per i segretari Nursind il problema non riguarda soltanto i tempi del confronto, ma anche il metodo adottato dall’Asl Toscana Sud Est durante il negoziato: “La documentazione arriva spesso tardivamente, incompleta e talvolta persino evidentemente sbagliata. Un modo di procedere che finisce inevitabilmente per allungare i tempi delle trattative e ridurre gli spazi di confronto. Alle nostre contestazioni abbiamo ricevuto risposte che riteniamo irricevibili e che hanno reso inevitabile la proclamazione dello stato di agitazione”.
La replica dell’Asl Toscana Sud Est
“L’Asl Toscana Sud Est non ha intenzione di rallentare o stoppare le trattative in corso. Per questo ha accettato la proposta di istituire una commissione paritetica per l’analisi della situazione dell’attuale sistema indennitario. Per via di impegni dei componenti le date già fissate per la trattativa sono state rimodulate, come comunicato alle parti”. Così recita una nota di replica diffusa dall’Azienda.
Che aggiunge: “Come specificato anche ai sindacati, gli incontri della commissione paritetica rappresentano un’attività preparatoria per la continuazione della trattativa, e non un’attività parallela, poiché il sistema indennitario è un elemento centrale e fondamentale dell’accordo sui fondi per il 2026. L’Azienda è convinta che con spirito di leale e costruttiva collaborazione, nel rispetto dei differenti ruoli, sia possibile arrivare a un giusto accordo. A breve saranno inoltre comunicate le date dei prossimi incontri per la trattativa”.
Redazione Nurse Times
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