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Bologna, dirigente medico svolgeva doppio lavoro: licenziamento confermato in appello

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Ufficialmente era diri­gente medico in un un ospe­dale bolo­gnese, ma al tempo stesso cer­ti­fi­cava i requi­siti per il rinnovo della patente in varie pro­vince dell’Emilia-Romagna. A suo nome risultavano oltre 24mila cer­ti­fi­cati, rilasciati in otto anni. Tanti ne hanno accertati i cara­bi­nieri dei Nas dopo una denun­cia che nel 2022 ne aveva causato l’imme­dia­ta­ sospensione a opera dei vertici ospedalieri.

Un provvedimento disciplinare che non aveva fermato il professionista in questione, il quale aveva perseverato nell’esercizio del doppio lavoro, andando incontro, una volta scoperto, all’inevitabile licenziamento in tronco senza preavviso. Non solo. Il nome del medico è anche fini­to in un’inchie­sta penale avviata dalla Pro­cura di Bolo­gna, ancora non defi­ni­tiva in ogni fase.

Ma il medico non si è arreso e, ritenendo di essere in buona fede, ha impu­gnato il licen­zia­mento. Il giudice di primo grado, però, nel 2025 ne ha rigettato il ricorso, dando così ragione all’ospedale. Una decisione confermata nei giorni scorsi dalla Corte d’appello di Bolo­gna, come si legge nella relativa sentenza: “… stante la plu­ra­lità di con­dotte e la loro gra­vità, anche in assenza della reci­diva, sus­si­ste­reb­bero i pre­sup­po­sti per l’irro­gato licen­zia­mento senza pre­av­viso”.

Nello specifico, i giudici di secondo grado hanno evidenziato la violazione della nor­ma­tiva e del con­tratto di esclu­siva che il medico aveva con l’ospe­dale, ledendo in tal modo “l’imma­gine azien­dale, tenuto conto del ruolo e della posi­zione di diri­gente medico, non­ché delle con­nesse respon­sa­bi­lità”. Tanto più che “all’opzione è con­nessa la cor­re­spon­sione dell’inden­nità di esclu­si­vità che è stata per­ce­pita nel mede­simo periodo, in ragione del regime di intra­moe­nia, senza solu­zione di con­ti­nuità”.

La sen­tenza d’appello ribadisce quindi l’obbligo di esclu­si­vità del medico, e cioè la asso­luta incom­pa­ti­bi­lità del cumulo di impie­ghi e inca­ri­chi. Sì, perché i dipen­denti delle pub­bli­che ammi­ni­stra­zioni non pos­sano svol­gere inca­ri­chi retri­buiti presso altre pub­bli­che ammi­ni­stra­zioni o pri­vati senza l’auto­riz­za­zione dell’ammi­ni­stra­zione di appar­te­nenza.

Come emerso in sede di inda­gine penale, dalla il diri­gente ha invece inse­rito, in qua­lità di medico cer­ti­fi­ca­tore, “al ter­mine di ogni visita medica per il rila­scio della patente di guida, l’esito della stessa, effet­tuando dal 1° gen­naio 2014 al 30 set­tem­bre 2022 il numero di 24.091 visite medi­che”, A queste vanno aggiunte 59 visite nel 2012 e altre 15 nel 2013, non inse­rite nel Por­tale dell’auto­mo­bi­li­sta, gestito dal mini­stero delle Infra­strut­ture, in quanto all’epoca non obbli­ga­to­rio.

Redazione Nurse Times

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