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Dichiarato morto, ma ancora vivo: riflessioni infermieristiche su un caso di presunto errore diagnostico

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Il caso del Mercy Gilbert Medical Center (Arizona, USA), dove un bambino dichiarato morto sarebbe stato successivamente ritrovato ancora in vita nella cella frigorifera dell’obitorio diverse ore dopo la certificazione di morte, rappresenta un evento sentinella di eccezionale gravità, che impone una riflessione critica sulla sicurezza delle cure e sull’affidabilità dei processi assistenziali.

La vicenda, attualmente oggetto di indagine da parte della Procura della Contea di Maricopa e delle autorità di polizia, evidenzia possibili criticità nella valutazione clinica, nell’accertamento del decesso, nella comunicazione interprofessionale e nella gestione del rischio clinico.

L’episodio solleva interrogativi sulla corretta applicazione dei protocolli per la constatazione di morte, sull’importanza della rivalutazione clinica nei pazienti pediatrici in condizioni critiche e sul ruolo dell’équipe multidisciplinare nel garantire processi decisionali condivisi e verificabili.

Particolare rilievo assume anche la dinamica comunicativa descritta tra personale sanitario e forze dell’ordine, che richiama il tema della cultura della sicurezza, della leadership clinica e della necessità di promuovere un ambiente nel quale ogni operatore possa segnalare dubbi clinici, senza timore di essere ignorato o delegittimato.

Dal punto di vista infermieristico il caso richiama l’importanza dell’osservazione continua, della verifica sistematica dei parametri vitali, della documentazione accurata e dell’adozione di procedure standardizzate basate sulle migliori evidenze disponibili. Parallelamente, le indagini hanno ipotizzato anche possibili responsabilità genitoriali legate all’evento iniziale, sottolineando come la tutela del minore richieda una stretta integrazione tra competenze cliniche, medico-legali e sociali.

Sebbene le responsabilità individuali debbano essere accertate nelle sedi competenti, episodi di questa natura rappresentano un’opportunità di apprendimento per l’intero sistema sanitario. L’analisi degli eventi sentinella, la formazione continua, il rafforzamento delle procedure di verifica del decesso e la promozione di una cultura della sicurezza orientata al lavoro di squadra costituiscono strumenti essenziali per prevenire il ripetersi di errori potenzialmente fatali e per consolidare la fiducia dei cittadini nei confronti delle professioni sanitarie.

Federica Bonaventura – Infermiera

Bibliografia

  • World Health Organization. Global Patient Safety Action Plan 2021–2030: Towards Eliminating Avoidable Harm in Health Care. Geneva: WHO; 2021.
  • World Health Organization. Patient Safety. Geneva: World Health Organization. Disponibile da: https://www.who.int/teams/integrated-health-services/patient-safety
  • Agency for Healthcare Research and Quality. Patient Safety Network (PSNet). Rockville (MD): AHRQ. Disponibile da: https://psnet.ahrq.gov/
  • Ministero della Salute. Protocollo per il monitoraggio degli eventi sentinella. Roma: ministero della Salute.
  • NBC News. Police records detail investigation into Arizona toddler declared dead before being found alive in morgue. Disponibile da: https://www.nbcnews.com/

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