Alle soglie della Giornata internazionale dell’infermiere (12 maggio), il dibattito sullo stato dell’infermieristica in Italia torna al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale. In un sistema sanitario attraversato da profonde trasformazioni, tra crescente complessità assistenziale, carenza di personale e necessità di innovazione organizzativa, la figura dell’infermiere si conferma sempre più strategica e imprescindibile.
In questo contesto abbiamo raccolto la riflessione del dottor Marcello Antonazzo, presidente di Opi Lecce, per analizzare criticità, prospettive e sfide future della professione. Un contributo che invita non solo a celebrare il valore degli infermieri, ma anche a interrogarsi sulle condizioni necessarie per garantire qualità, sicurezza e sostenibilità dell’assistenza nel nostro Paese.
Presidente, qual è oggi lo stato dell’infermieristica in Italia?
“Lo stato dell’infermieristica in Italia oggi è caratterizzato da una profonda crisi strutturale di carenza di personale, a fronte però di una spinta verso una maggiore valorizzazione professionale e digitalizzazione”.
Quali sono le principali difficoltà che gli infermieri affrontano quotidianamente?
Gli infermieri in Italia affrontano quotidianamente un insieme complesso di sfide fisiche, emotive e organizzative che, nel 2026, risultano ulteriormente aggravate da una carenza strutturale di personale.
Le principali difficoltà includono:
- Rischi per la sicurezza e aggressioni – È in aumento il fenomeno delle aggressioni verbali e fisiche, in particolare nei pronto soccorso, rendendo l’ambiente di lavoro spesso ostile e demotivante.
- Scarsa valorizzazione economica e rofessionale – Gli infermieri italiani percepiscono stipendi tra i più bassi d’Europa e spesso percepiscono una stagnazione professionale, con limitate prospettive di carriera e riconoscimento del proprio ruolo.
La formazione è adeguata alle sfide attuali?
La formazione infermieristica in Italia sta vivendo una fase di profonda trasformazione per adeguarsi alle sfide attuali. Sebbene la preparazione teorico-pratica di base sia solida, il sistema deve evolvere rapidamente per rispondere a un invecchiamento della popolazione, alla cronicità delle malattie e all’innovazione tecnologica. L’attivazione, dal prossimo anno accademico, delle lauree magistrali a indirizzo clinico (Emergenza-urgenza, Cure pediatriche e neonatali, Infermieristica di famiglia e comunità) permetteranno di rispondere alle nuove esigenze del sistema sanitario.
Qual è il messaggio in vista della Giornata Internazionale dell’Infermiere?
Il 12 maggio 1820 è nata Florence Nightingale, fondatrice delle scienze infermieristiche moderne. L’International Council of Nurses ricorda questa data celebrando in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’infermiere.
Il 12 maggio è così diventato l’occasione per far sì che la professione infermieristica “parli un po’ di sé” con i ricoverati negli ospedali, con gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un lavoro, con tutti coloro insomma che nel corso della propria vita hanno incontrato o incontreranno un infermiere. Quest’anno il messaggio è “Nati per prendersi cura, formati per ECCELLERE”.
Quali sono le priorità per il futuro dell’infermieristica italiana?
Le priorità per il futuro dell’infermieristica italiana si concentrano sulla necessità di evolvere il ruolo professionale, potenziando la formazione e migliorando le condizioni lavorative per rispondere alla crescente complessità dei bisogni di salute
In particolare:
- Sviluppo di competenze avanzate e specialistiche – È fondamentale implementare le nuove lauree magistrali (previste per l’A.A. 2023/2027) per infermieri specialisti, in particolare nell’area delle cure primarie (infermiere di famiglia e di comunità), intensiva/emergenza, pediatria e salute mentale. Questo include una maggiore autonomia decisionale e la capacità di prescrivere specifici presidi sanitari.
- Valorizzazione economica e professionale – Per fermare l’esodo e la carenza di personale (circa 25.000 pensionamenti all’anno), è indispensabile migliorare le condizioni lavorative e i salari, allineandoli agli standard europei.
- Revisione dei modelli organizzativi – Occorre rafforzare l’assistenza territoriale in coerenza con le nuove esigenze del SSN (DM 77/2022) integrando maggiormente l’infermiere nei team multidisciplinari.
- Ricerca infermieristica – Promuovere lo sviluppo di dottorati di ricerca e l’applicazione di evidenze scientifiche per migliorare la qualità dell’assistenza.
Giovanni Maria Scupola
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