Qualcosa andò storto nelle manovre di allattamento praticate dai sanitari e il piccolo, nato appena quattro giorni prima, cominciò a soffocare, andando in arresto cardiocircolatorio per diversi minuti, con conseguenti ipossia e ischemia cerebrale. Ora il pm titolare dell’inchiesta ha chiesto il rinvio a giudizio per tutta l’equipe ospedaliera coinvolta nella vicenda.
Una vicenda risalente all’inizio del 2024, quando i genitori si presentarono al reparto di Neonatologia e pediatria dell’ospedale San Giovanni di Dio – Torregalli di Firenze con il loro bimbo, affetto da ittero e ipernatriemia (causata da un’elevata concentrazione di sodio nel sangue). La visita di controollo, però, prese una piega drammatica quando il latte somminstrato al bebè prima dei trattamenti ostruì le condotte aeree.
Rianimato, il piccolo paziente presentò subito danni gravissimi, probabilmente insanabili. Di qui la denuncia dei genitori e la conseguente apertura di un fascicolo d’inchiesta. L’ipotesi di reato: responsabilità colposa per lesioni personali in ambito sanitario. Sei le persone indagate, tra medici e infermieri. A uno di loro – il medico più graduato – è anche contestato il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici: secondo l’accusa, avrebbe a più riprese cercato di occultare i fatti per “assicurare a sé e ad altre persone l’impunità”.
Nel tempo intercorso dall’epoca dei fatti le condizioni del bimbo sarebbero peggiorate. Nel bollettino medico gli vengono diagnosticati lesioni gravi, paralisi cerebrali, fenomeni epilettici, disfunzione cardiache, compromissione della motricità, emorragie, perdita dei sensi e perdita dell’uso degli organi della vista e dell’udito. Difficoltà sono emerse anche nell’uso linguaggio e nella deambulazione. Tutti danni che potrebbe essere permanenti.
Ai sei sanitari vengono contestate omissioni e distrazione nelle vari fasi di dell’allattamento. Il piccolo, secondo l’accusa, fu disteso in posizione supina per essere sottoposto alla visita e successivamente gli fu somministrato del latte attraverso un biberon. Contemporaneamente fu sottoposto a più tentativi di inserimento di accesso venoso per procedere a idratazione in endovena.
Fu durante tali passaggi che medici e infermieri si sarebbero distratti, omettendo di monitorare la situazione e le reazioni del paziente. Cosicché nessuno dei presenti si sarebbe accorto che il neonato stava soffocando a causa del latte somministrato, diventando rapidamente cianotico, fino ad andare in arresto cardiocircolatorio.
“La famiglia – spiega Nicolas Pistollato, legale dei genitori – confida che la giustizia possa fare piena luce su questa tragica vicenda, nella consapevolezza che nulla potrà restituire quanto è stato perduto, ma con la speranza di giungere a una pronuncia che possa offrire un concreto sostegno anche nella vita quotidiana, alla luce delle rilevanti spese affrontate e del gravissimo danno subito da questa giovane coppia”.
Redazione Nurse Times
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