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Sanità Piemonte: più servizi, meno personale e risorse dimezzate. Sindacati: “Mobilitazione inevitabile”

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Asl Lanciano-Vasto-Chieti, via alla mobilitazione sindacale per la carenza di oss
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Dopo l’incontro di ieri tra Regione Piemonte e rappresentanze sindacali firmatarie del Contratto Sanità (Cisl, Fials, Nursind, Nursing Up), di fronte all’assenza di soluzioni concrete per la cronica carenza di personale e il taglio delle risorse finalizzate a retribuire turni aggiuntivi, tenuto conto dell’apertura di nuovi servizi a solo impatto assistenziale, i sindacati hanno ufficialmente preavvisato la Regione della volontà di aprire lo stato di mobilitazione, con attivazione e comunicazione, già dai prossimi giorni, di iniziative di protesta, se non vi saranno risposte a breve.

Secondo i sindacati, i dati parlano chiaro, certificando una crisi che va evidenziata in tutta la sua delicatezza: più carico di lavoro; meno personale, con particolare drammaticità per quanto riguarda gli infermieri; dimezzamento delle risorse economiche finalizzate a garantire la tenuta dei servizi.

Per quanto riguarda la riorganizzazione del Pnrr, con particolare riferimento agli andamenti occupazionali e al fabbisogno di personale, nel corso del confronto è emerso che il numero di alcune figure professionali, infermieri in primis, non solo non è aumentato per rispondere alla necessità dei nuovi servizi previsti dalla riforma territoriale, ma è diminuito su scala regionale e in quasi tutte le realtà aziendali, raggiungendo livelli drammatici in alcuni quadranti.

Si tratta di dati preoccupanti. Su scala regionale cresce notevolmente il personale della dirigenza. Precipita, invece, quello degli infermieri: meno 100 solo negli ultimi quattro mesi, rispetto alle ultime rilevazioni e di alcune delle professioni sanitarie.

A fronte di questa emorragia, sempre secondo i sindacati, la risposta non può essere dimezzare i fondi per le prestazioni aggiuntive per la copertura dei turni di lavoro. Fondi che forse, visti i dati, andavano invece incrementati. Senza dimenticare che andiamo incontro al periodo della programmazione delle ferie estive, che potrebbero essere a rischio per molti.

“E’ bene rimarcare che nessun professionista è più disposto a lavorare oltre l’orario contrattualmente previsto gratuitamente – evidenziano i sindacati -. Il senso di responsabilità non può ricadere sempre dalla stessa parte. Quel tempo è finito ed ora che se ne prenda atto. Le previsioni parlano di un quadro ancora più tragico che senza interventi strutturali si manifesterà presto con tutta la sua drammaticità. A fronte di poche centinaia di infermieri che potrebbero arrivare nel servizio pubblico ogni anno ne usciranno migliaia”.

Inoltre l’attuale piano di riorganizzazione, che prevede l’apertura delle nuove strutture previste dal Pnrr (case e ospedali di comunità), tema oggetto di confronto, sta avvenendo senza l’innesto di nuove risorse (servirebbero oltre 1.000 infermieri e 500 altre figure), ma drenando il personale già in servizio e numericamente insufficiente.

“È matematicamente impossibile – sostengono i sindacati – aprire nuovi servizi, garantendo gli standard previsti, con meno personale e meno risorse, senza incidere negativamente su quelli esistenti. Si sta cercando di moltiplicare i pani e i pesci sulla pelle dei lavoratori. Gli standard assistenziali nei reparti ospedalieri in molti casi non sono più garantiti. La sicurezza delle cure è a rischio a causa di un rapporto infermiere/paziente ormai ben lontano dai livelli di guardia in molte realtà. Il governo e l’ottimizzazione delle risorse professionali è assente e l’utilizzo delle competenze inappropriato. Non è certo da oggi che chiediamo di affrontare questi temi”.

Concludono i sindacati: “Il tempo del dialogo sterile è finito. In assenza di risposte concrete e immediate da parte della Giunta regionale del Piemonte e degli assessorati competenti, la mobilitazione non potrà che essere la risposta. Una risposta che si presenterà in ogni forma consentita per difendere la dignità professionale di chi, ogni giorno, tiene in piedi il sistema sanitario regionale nonostante tutto. Comprendiamo gli sforzi della regione e siamo consapevoli che alcune criticità sono anche di rilievo nazionale, ma questo non può e non deve essere motivo per non farsene carico”.

Redazione Nurse Times

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