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Plasma sprecato e apertura Rsa ex Umberto I, Opi Ancona: “Casi riconducibili a problemi di organizzazione e carenza di personale”

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Opi Ancona: "Nella nostra provincia mancano 300 infermieri"
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“La questione plasma e l’apertura della Rsa ex Umberto I sono riconducibili a problemi di organizzazione e di carenza di personale”. Così Giuseppino Conti (foto), presidente di Opi Ancona, in riferimento al caso delle oltre 300 sacche di plasma buttate all’Officina trasfusionale dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (Aoum) di Torrette di Ancona, che ha scatenato polemiche e un dibattito su cause e responsabilità.

Conti auspica che “i donatori continuino a donare generosamente” mentre, aggiunge, “una Rsa in centro ad Ancona è una priorità”. E ancora: “Non siamo sorpresi, purtroppo, da quanto sta emergendo circa il mancato utilizzo di sacche di plasma generosamente offerto dai donatori Avis. Già in passato, infatti, alcuni iscritti ci avevano segnalato criticità nel sistema, a seguito delle quali avevamo chiesto chiarimenti e verifiche”.

Conti ricorda che già in passato, come Ente sussidiario dello stato, Opi Ancona ha avuto modo di segnalare criticità riscontrate in alcuni punti prelievo della provincia, conseguenti a problematiche relazionali interprofessionali: “L’esplosione del caso ha reso evidenti criticità e complessità ben maggiori, con coinvolgimenti a livelli ben più elevati. Spesso le criticità sono di tipo organizzativo e gli interventi necessari riguardano i vari livelli delle articolazioni organizzative e la governance dell’intero sistema, ed è indubbio che qualcosa è mancato o non ha funzionato adeguatamente”.

Il presidente di Opi Ancona rimarca poi un altro punto che sta a cuore agli infermieri: “Riguarda lo stallo della Rsa ex Umberto I. La nostra preoccupazione è per l’importante carenza di posti in strutture residenziali, tenuto conto dei cambiamenti demografici, epidemiologici e sociali, che hanno determinato un aumento della domanda da parte della popolazione rispetto a una invarianza dell’offerta, con gravi difficoltà per le famiglie a gestire direttamente le criticità e le complessità degli anziani, spesso affetti da pluri-patologie, prevalentemente cronico-degenerative. E tenuto conto anche della necessità di adeguare le strutture residenziali storiche nel Comune di Ancona a nuove esigenze della popolazione anziana”.

Conclude Conti: “Nella città di Ancona, rispetto ai circa 100mila abitanti, risultano 9.277 persone di età superiore agli 80 anni – di cui circa il 50% in situazione di vedovanza, prevalentemente di genere femminile – e 64 ultracentenari, con la necessità di adeguare la risposta alle attuali esigenze”.

Redazione Nurse Times

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