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Caso Monaldi, Domenico restò senza cuore per almeno 45 minuti. L’Azienda: “Indagine interna avviata già il 30 dicembre”

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C’era ancora la possibilità di salvare il piccolo Domenico Caliendo dalla morte, rendendo possibile un nuovo trapianto? Ed é vero che quel 23 dicembre, nella sala operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli, il primario procedette al clampaggio dell’aorta e alla cardiectomia prima ancora di verificare le condizioni del cuore da trapiantare? Domande alle quali potranno dare una risposta l’incidente probatorio e l’autopsia in programma oggi.

Accolta l’istanza di ricusazione del perito

Ancora poche ore e si entrerà nel vivo della battaglia legale. Aggirato, infatti, anche l’ultimo ostacolo che poteva far slittare la data dell’incidente probatorio: il gip Mariano Sorrentino ha accolto l’istanza di ricusazione avanzata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, nei confronti di Mauro Rinaldi, uno dei tre periti nominati nel collegio, sostituendolo con il professor Ugolini Livi.

“Ci aspettiamo emerga che si sarebbe potuta percorrere un’altra strada terapeutica in favore del piccolo Domenico, rendendolo trapiantabile quando poi è arrivato un secondo cuore – spiega l’avvocato Petruzzi -. Vorremmo inoltre un approfondimento sull’eventuale lesione al ventricolo sinistro, evento riportato dai giornali, e sull’esatto orario del clampaggio aortico. Vogliamo con forza sapere dalla Procura se c’è la cartella anestesiologica, che a noi non è stata mandata dal Monaldi”.

Il caos in sala operatoria e i funerali

Nel frattempo emergono nuovi particolari da una seconda tranche di conversazioni tra gli infermieri in sala operatoria, anche queste acquisite agli atti dell’inchiesta della Procura di Napoli. Dalla scansione degli orari tra l’espianto e il trapianto del cuore danneggiato risulta che il bimbo è rimasto senza cuore per almeno 45 minuti.

Il nuovo organo, quando Domenico aveva già il torace vuoto, è arrivato infatti alle 14:30. Alle 15 si scopre che era nel box col ghiaccio secco. Alle 15:14 – si apprende dai verbali – i medici tentano la procedura di scongelamento passando l’organo sotto l’acqua. Il trapianto dunque non è ancora iniziato. Se ne saprà di più con l’incidente probatorio, che sblocca anche i funerali.

“Non è detto – fa sapere l’avvocato Petruzzi – che si facciano mercoledì. L’obiettivo è liberare la salma del piccolo Domenico, ma per quello dobbiamo attendere domani”. Funerali ai quali potrebbe partecipare anche la premier Giorgia Meloni. “Vorrebbe esserci, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali”, precisa il legale.

L’indagine interna

Intanto rompe il silenzio Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che gestisce tre ospedali napoletani, tra cui il Monaldi. In una lettera inviata al quotidiano Il Mattino la dirigente sottolinea come le prime indagini sulla morte del piccolo Domenico al Monaldi siano state quelle interne all’Azienda stessa. E risalgono al 30 dicembre scorso.

“Queste indagini – spiega la manager – sono cominciate subito, non appena sussurri interni hanno fatto dubitare. Il 30 dicembre la direzione ha proceduto all’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti. Quella è la data di formale inizio delle indagini interne, che si sono sviluppate in veri e propri interrogatori, durante i quali, via via, sono stati approfonditi gli eventi fino a comprendere come gli stessi siano avvenuti, ipotizzandone le cause e facendone emergere la enorme gravità”.

E ancora: “Questi atti interni, redatti dall’Azienda, sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria che indaga già dall’11 gennaio e consegnati alla Regione Campania e al Ministero della Sanità”. “Da questi atti – conclude Iervolino – emerge chiaramente che è iniziata prima l’indagine interna; poi è intervenuta la collaborazione con l’autorità giudiziaria e l’interlocuzione con gli uffici regionali. Chi parla di occultamento dei fatti manifesta la sua cultura e la ricerca di facile consenso”.

La sospensione di due medici

“L’Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico. Prosegue per gli altri sanitari coinvolti l’iter disciplinare secondo la normativa vigente”. Lo ha fatto sapere l’Azienda in una nota.

Aggiungendo di essersi “immediatamente attivata per fare chiarezza su quanto accaduto, in trasparenza e nel rigoroso rispetto della legge”. E concludendo: “Cogliamo l’occasione per ribadire vicinanza e sostegno ai familiari del piccolo Domenico e ringraziare tutto il personale che, ancorché profondamente ferito dalla vicenda, ha continuato a lavorare con professionalità, dedizione e umanità”.

Redazione Nurse Times

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