Dopo un percorso normativo avviato negli ultimi anni, il Governo ha dato il via libera alle nuove lauree magistrali cliniche per infermieri, segnando un passaggio rilevante nell’evoluzione della formazione universitaria delle professioni sanitarie. I decreti attuativi, firmati dai ministri competenti, aprono formalmente alla possibilità di attivare nuovi percorsi magistrali a indirizzo clinico, accanto alla tradizionale laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche.
Cosa prevedono le nuove lauree magistrali
Le nuove magistrali introducono percorsi ad elevato contenuto clinico, con l’obiettivo di sviluppare competenze specialistiche avanzate in specifiche aree assistenziali. Tra gli ambiti indicati nelle anticipazioni e nei documenti ufficiali figurano: Cure primarie e sanità territoriale; Area critica ed emergenza-urgenza; Area pediatrica e materno-infantile.
L’intento dichiarato è rafforzare il profilo clinico dell’infermiere, ampliando il livello di autonomia professionale e favorendo una maggiore specializzazione in risposta ai bisogni di salute complessi e all’evoluzione demografica. Le nuove lauree non sostituiscono la magistrale tradizionale, che resta orientata prevalentemente a funzioni di coordinamento, management, formazione e ricerca, ma si affiancano ad essa ampliando l’offerta formativa universitaria.
Il tema della prescrizione
Nel dibattito pubblico che ha accompagnato l’approvazione dei decreti, è emersa anche la questione della possibilità di attribuire agli infermieri competenze prescrittive limitate, in coerenza con percorsi di formazione avanzata. Il Governo ha indicato questo sviluppo come un traguardo importante nel processo di valorizzazione della professione, pur chiarendo che eventuali ampliamenti delle competenze dovranno avvenire in un quadro normativo definito e condiviso, con attenzione all’integrazione multiprofessionale e alla sicurezza delle cure.
L’iter normativo
Il percorso che ha portato al via libera si inserisce nel quadro più ampio della riforma delle professioni sanitarie e dell’adeguamento dell’ordinamento universitario.
I passaggi principali hanno incluso:
- il confronto tra ministero dell’Università e della ricerca e ministero della Salute;
- il coinvolgimento del Consiglio Universitario Nazionale (CUN);
- la definizione dei decreti attuativi per l’istituzione delle nuove classi di laurea magistrale;
- il parere degli organismi tecnici competenti.
Fondamentale è stato anche il ruolo della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), che ha sostenuto l’introduzione dei nuovi percorsi formativi come strumento di rafforzamento della professione e di adeguamento agli standard internazionali. Con la firma dei decreti, le università potranno ora avviare l’iter interno per l’attivazione dei corsi, nel rispetto degli standard previsti.
Il contesto: carenza infermieristica e riforma territoriale
L’introduzione delle magistrali cliniche si colloca in un momento delicato per il Servizio sanitario nazionale, caratterizzato da:
- carenza strutturale di infermieri;
- crescente complessità assistenziale;
- attuazione del DM 77/2022 sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale;
- sviluppo di case e ospedali di comunità.
Il rafforzamento della formazione avanzata è stato presentato come una risposta strategica per rendere il sistema più sostenibile, migliorare la presa in carico territoriale e favorire modelli assistenziali più integrati.
Le prospettive
L’attivazione concreta dei nuovi corsi dipenderà ora dalle scelte delle università e dalla capacità del sistema sanitario di integrare e valorizzare le nuove competenze.
Restano aperti alcuni nodi:
- l’inquadramento contrattuale dei laureati magistrali clinici;
- il riconoscimento economico delle competenze avanzate;
- l’integrazione operativa nei modelli organizzativi regionali;
- il coordinamento con le altre professioni sanitarie.
Il via libera rappresenta un passaggio istituzionale significativo, ma la sua efficacia dipenderà dalla coerenza tra formazione universitaria, organizzazione dei servizi e politiche di valorizzazione professionale. Le nuove lauree magistrali cliniche segnano un’evoluzione del percorso accademico infermieristico. Il prossimo passaggio sarà trasformare questa evoluzione formativa in un reale rafforzamento del sistema sanitario e della qualità dell’assistenza.
Guido Gabriele Antonio
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