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Pronto soccorso di Arezzo, Asl Toscana Sud Est affida al privato l’accoglienza e i codici minori. Nursind: “Deriva preoccupante”

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L’Asl Toscana Sud Est ha deciso di affidare in convenzione la gestione dell’accoglienza e dei codici di accesso minori al Pronto soccorso dell’ospedale di Arezzo. Una scelta che preoccupa il sindacato Nursind, poiché riguarda una funzione molto delicata, che incide direttamente sulla sicurezza, sulla responsabilità clinica e sull’organizzazione complessiva dell’emergenza-urgenza. .

La delibera n. 131 del 9 febbraio 2026 (“adottata senza alcuna preventiva informativa alle organizzazioni sindacali”, lamenta il Nursind), prevede che il servizio sia svolto per 12 ore diurne, sette giorni su sette, attraverso un bando del valore complessivo di 570.000 euro, riservato alle associazioni di volontariato. Nel testo si fa riferimento all’impiego di personale con una generica “esperienza significativa”, anche all’interno del pronto soccorso, senza ulteriori specificazioni.

“Il messaggio che passa è estremamente grave, perché certifica che il servizio sanitario pubblico sta progressivamente abdicando in favore del privato, non essendo più in grado di garantire adeguati livelli di assistenza e di servizio”, afferma Claudio Cullurà (foto), segretario di Nursind di Arezzo.

Secondo il Nursind, non è solo l’esternalizzazione in sé a destare allarme, ma l’assenza totale di chiarezza su aspetti fondamentali. L’incontro con il direttore generale, convocato solo dopo la pubblicazione della delibera, non ha sciolto i nodi. Anzi, ha alimentato ulteriori perplessità. “Ci siamo trovati di fronte a una proposta già confezionata – sottolinea Cullurà –, senza alcuna possibilità di confronto preventivo. Un classico fatto compiuto”.

Per Nursind Arezzo restano senza risposta domande cruciali che riguardano la sicurezza dei pazienti e la responsabilità professionale: “Quali figure saranno impiegate? Cosa si intende realmente per ‘esperienza significativa’? Come saranno utilizzate risorse così ingenti in un contesto di volontariato? E, soprattutto, di chi sarà la responsabilità della presa in carico dei pazienti e di eventuali complicazioni?”.

Nursind Arezzo tiene a chiarire che la critica non è rivolta al mondo del volontariato, da sempre parte integrante del sistema dell’emergenza: “Non abbiamo nulla contro il volontariato – conclude Culluà –. Anzi, ne riconosciamo il valore insostituibile. La nostra perplessità è tutta rivolta all’Azienda, che evidentemente non sa più come garantire livelli adeguati di servizi e assistenza all’interno del servizio sanitario pubblico”.

Redazione Nurse Times

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