L’embolia polmonare rappresenta la terza causa di patologia cardiovascolare dopo l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale. In Italia sono 68mila i casi ogni anno, ma solo 38mila i ricoveri in ospedale. Di seguito un approfondimento a cura di Humanitas Gavazzeni.
L’embolia polmonare si verifica quando una o più arterie che conducono sangue ai polmoni si ostruiscono completamente a causa del formarsi di una massa solida, detta embolo, che inibisce il normale flusso di sangue e impedisce il passaggio di ossigeno ai polmoni, determinando il malfunzionamento degli stessi e provocando gravi problemi respiratori, dolori al petto e, qualora non si ricorra tempestivamente a cure idonee, l’infarto polmonare e la morte.
Cause
L’embolo può essere determinato al 90% da coaguli di sangue nelle vene delle gambe – patologia conosciuta come trombosi venosa profonda (TVP) o semplicemente trombosi – che si rompono e migrano attraverso il flusso sanguigno dall’area interessata fino alle arterie polmonari, provocando l’embolia polmonare.
Statisticamente i soggetti maggiormente colpiti da embolia polmonare sono le donne. Ci sono comunque condizioni o soggetti a rischio per cui l’incidenza può essere più alta:
- immobilità, ovvero rimanere fermi nella stessa posizione per un periodo prolungato;
- chi soffre o ha sofferto di altre patologie come cancro, tumore, ictus o patologie cardiache;
- soggetti che hanno subito interventi chirurgici;
- anziani;
- fattori genetici;
- soggetti affetti da obesità;
- fumatori;
- donne in gravidanza.
Sintomi
L’embolia polmonare è una patologia che, se diagnosticata in tempo, può essere curata e arginata con successo. L’importante è riconoscerne tempestivamente i sintomi e recarsi immediatamente da un medico o al pronto soccorso.
I principali sintomi accusati da un soggetto colpito da embolia polmonare sono dispnea improvvisa (respirazione difficoltosa), dolore al torace, cianosi, tosse, febbre sopra i 38 °C, tachicardia e ipotensione.
Una volta individuati i segni di una possibile embolia polmonare, il sospetto clinico deve essere confermato seguendo un corretto iter diagnostico che risponde ai Criteri di Wells.
Terapia
La terapia per embolia polmonare può essere preventiva o d’urgenza:
- Terapia preventiva – Riguarda principalmente trattamenti a base di anticoagulanti, che non distruggono l’embolo esistente, ma ne impediscono l’aumento di dimensioni e inficiano l’insorgere di nuovi coaguli.
- Terapia d’urgenza – Si esegue nei casi più gravi di embolia polmonare. Oltre a intervenire con farmaci trombolitici per dissolvere gli emboli, viene somministrato ossigeno così da consentire l’immediata respirazione del tessuto.
In casi limite si può inoltre decidere di intervenire chirurgicamente. In genere si deve trattare, però, di una scelta obbligata, poiché nel lungo periodo può essere causa di nuovi emboli.
Redazione Nurse Times
Fonte: Humanitas Gavazzeni
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