Cisl Fp denuncia una situazione “non più tollerabile”, che starebbe causando gravi disagi e rischi agli utenti dell’Asl Brindisi, ma pure notevoli sprechi di denaro pubblico. In una lettera inviata alla direzione strategica dell’Azienda il sindacato parla di soggetti assunti per guidare ambulanze e navette aziendali, anche senza patentino, e poi destinati agli uffici o impiegati come uscieri.
Dagli atti in possesso di Cisl Fp si evince che dal 2023 a oggi l’Asl Brindisi avrebbe destinato oltre mezzo milione di euro al noleggio di ambulanze private, pur disponendo di personale assunto con funzioni di autista d’ambulanza o di navette per trasporti “sensibili”, come quelli riguardanti sangue, emoderivati e campioni biologici. Sempre secondo il sindacato, per un singolo trasporto affidato ai privati l’Azienda sborserebbe somme anche superiori ai 1.500 euro.
Cisl Fp afferma che, su una pianta organica di 42 conducenti di navette aziendali, almeno tre risultano impiegati negli uffici, uno in portineria, altri sono in aspettativa e cinque o sei sarebbero privi dello speciale patentino Adr per il trasporto di merci pericolose. Oltre alle carenze di organico, il sindacato segnala che occorre fare i conti “con le fisiologiche assenze degli autisti dovute a congedi parentali, permessi ex Legge 104/1992 e altre legittime forme di tutela, che in assenza di una pianificazione strutturata aggravano la già complessa gestione dei servizi”.
Ma non basta. Cisl Fp denuncia pure una disorganica distribuzione dei conducenti sul territorio provinciale. In particolare, a Mesagne “si registra una concentrazione di autisti superiore a quella disponibile per l’intero autoparco del presidio ospedaliero Perrino di Brindisi, addirittura tripla rispetto alle dotazioni assegnate ad altri distretti, presidi e dipartimenti aziendali”.
Quanto ai trasporti secondari, ossia quelli che riguardano pazienti spesso fragili o in gravi condizioni, i soli 14 autisti sarebbero così distribuiti: cinque all’ospedale di Ostuni, uno in quello di Francavilla Fontana, otto al Perrino di Brindisi. Tutto ciò, sottolinea Cisl Fp, “espone pazienti e operatori a rischi inaccettabili”.
Una denuncia che ha colto nel segno, visto che Il direttore generale dell’Azienda, Maurizio De Nuccio, ha chiesto agli uffici dettagliate relazioni su quanto denunciato, annunciando l’adozione di misure severe qualora gli accertamenti svelassero responsabilità individuali.
Redazione Nurse Times
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