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L’abito non fa il monaco, ma quando è inadeguato crea seri problemi

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In un estate torrida in cui mille problemi attanagliano gli operatori sanitari (dalle dotazioni organiche ridotte, ferie, ecc. ecc.), in un Apss (Azienda provinciale per i servizi sanitari) si è pensato bene di rendere più fastidiosa questa stagione.

Infatti, negli ospedali di Trento e Rovereto, la direzione aziendale dopo averci lavorato sopra appena tre anni, ha provveduto a cambiare le divise del personale infermieristico e degli altri operatori, dal primo luglio i poveri colleghi si sono ritrovati una divisa contenente il 50% di fibre sintetiche.

Gli infermieri non indossano più la casacca bianca, ma azzurra con una nuova tipologia di colletto alla coreana e pantalone bianco.

Vi chiederete: dov’è il problema?

Ovviamente non è solo un problema di colore, ma di sicurezza per i lavoratori. Infatti le nuove divise provocano eritemi sulla pelle degli operatori per effetto di rilascio dal tessuto di colle ed altre sostanze chimiche.

Oltre al problema degli eritemi, queste divise provocano problemi di riconoscimento delle varie figure professionali, e come se non bastasse non sono più personali ma condivise con i colleghi che hanno le stesse misure (e ci hanno pensato tre anni!!).

Ora gli operatori per cercare di risolvere il problema sono costretti ad organizzare una raccolta di firme per cercare di ottenere la sostituzione delle divise inidonee.

A promuovere quest’iniziativa è la Cisl Fp Trentino, che ha già avuto modo di incontrare la dirigenza aziendale interessata, in particolare il Servizio ospedaliero e amministrativo del Sop, ma che chiede con urgenza il ritiro delle nuove divise in tutta l’Apss, la riconsegna dei vecchi completi personalizzati e un ulteriore incontro con i piani alti.

«I disagi dovuti alle allergie sono solo uno dei problemi che il nuovo cambio di completi sanitari ha provocato – continua Dalledonne -. Un cambio su cui tra l’altro l’Apss sta lavorando da tre anni».

Vincenzo Ricchiuti

 

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