La Procura di Treviso ha mosso le accuse di omissione di atti d’ufficio e falso nei confronti di una infermiera di 55 anni che avrebbe erroneamente infilato nel braccio di un carabiniere l’ago di una siringa per vaccinarlo senza iniettare, però, il siero. L’infermiera svolgeva il suo servizio da volontaria al centro vaccinale di Lughignano a Casale sul Sile (Treviso).
La donna, che alle spalle ha 30 anni di carriera irreprensibile, è stata temporanemente sospesa dall’attività vaccinale. L’infermiera, che come precedentemente specificato, era volontaria, nega con forza di essere una no-vax.
I Nas dei carabinieri hanno proceduto all’indagine dell’operato dell’infermiera e al sequestro di tutte le siringhe usate quel giorno.
Bisogna verificare se l’accaduto sia stato una disattenzione o un atto soloso. Tuttavia, la donna, si è difesa dicendosi grande stostenitrice della campagna vaccinale, lo stessofanno la Usl 2 e l’Ordine delle professioni infermiristiche.
“Ero certa di aver fatto tutto modo corretto. Quel giorno ho fatto centinaia di iniezioni e l’unica spiegazione che trovo è che nell’automatismo del gesto e per colpa della stanchezza mi sia sfuggito di premere fino in fondo lo stantuffo” ha detto l’infermiera.
- 2 Giugno: gli infermieri, servitori della Repubblica ogni giorno dell’anno
- Bimbo in arresto respiratorio in volo: due infermieri vicentini lo salvano
- Melanoma: il vaccino a mRNA taglia del 49% il rischio di recidiva a 5 anni
- Report UE sulla sanità: Italia ferma e infermieri sempre più anziani. Nursing Up rilancia il lavoro usurante
- Coina, un infermiere per 600 detenuti: il drammatico allarme nelle carceri italiane
Fonte: Il Gazzettino (S. De Salvador, M, Favaro)
Lascia un commento