“A fronte di un rischio di eventi avversi gravi, come un’emorragia maggiore, ben quantificabile e rilevante, e di un beneficio non dimostrato in termini di riduzione del rischio tromboembolico, comunque assai basso, la prescrizione a scopo preventivo di farmaci antitrombotici nei soggetti sottoposti a vaccinazione è fortemente sconsigliata. Resta inteso che tali farmaci potranno essere continuati nei pazienti già in trattamento”.
A evidenziarlo è un documento di approfondimento del Gruppo di lavoro Emostasi e Trombosi esperti in patologie della coagulazione sulle complicanze tromboemboliche post-vaccinazione anti-Covid con AstraZeneca e Johnson & Johnson, nominato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).
Secondo il Gruppo, inoltre, “va sottolineato che non ci sono evidenze scientifiche a supporto dell’ipotesi che l’acido acetilsalicilico (Asa) o e le eparine a basso peso molecolare (Ebpm) sono efficaci nel ridurre il rischio di questi rarissimi eventi trombotici nei soggetti sottoposti a vaccinazione contro Covid-19 con Vaxzevria”.
- “Paramedici”? No, infermieri laureati: anche le parole contano
- “Bambini farfalla”, Aifa approva il rimborso della prima terapia genica topica
- Canada, una revisione degli organici rinuncia ai rapporti fissi. A Terranova e Labrador si conta il carico, prima degli infermieri
- Sotto l’albero, le corsie: la sanità diventa racconto di Natale al cinema
- Liste d’attesa in sanità, l’Associazione Luca Coscioni chiede commissari per le agende bloccate
Fonte: insalutenews.it
Lascia un commento