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Orte (Viterbo), non usava l’auto di servizio a scopo personale: infermiera assolta

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Orte (Viterbo), non usava l'auto di servizio a scopo personale: infermiera assolta
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Caduta l’accusa di peculato nei confronti di una professionista 54enne. Era basata su una serie di equivoci.

E’ stata assolta l’infermiera 54enne di Orte (Viterbo) accusata di peculato perché nel 2018 avrebbe usato a scopo privato l’auto di servizio. Secondo l’accusa, dopo una segnalazione anonima ai carabinieri, la donna sarebbe stata tradita dal gps piazzato di nascosto sulla Panda bianca della Asl, riservata al servizio di assistenza domiciliare ai malati cronici e agli anziani. Peccato che la Panda da lei utilizzata fosse un’altra. 

Stando a quanto emerso dal processo, l’imputata sarebbe stata effettivamente a casa in orario di servizio, ma sempre reperibile in caso di necessità e senza nulla togliere ai suoi assistiti, ai quali non avrebbe mai fatto mancare nessuno dei servizi previsti. “Non era tenuta a stare al centro salute di Orte, di cui non era un’addetta e dove non aveva alcun incarico, essendo dipendente della Asl – ha spiegato Roberto Alabisio, suo avvocato difensore –. Quello è solo un punto d’appoggio, per motivi pratici. Lei deve fornire assistenza domiciliare ai suoi pazienti, nessuno dei quali ha mai avuto da ridire sulla quantità e qualità del servizio reso”.

La difesa ha inoltre ribadito come la Panda bianca di servizio in uso all’infermiera non fosse quella assegnata invece al centro salute di Orte, su cui era stato installato un sistema di localizzazione gps per controllarne gli spostamenti. “Le foto della targa – ha ricordato Alabiso – dimostrano che c’è stato uno scambio tra le due vetture: è stata seguita quella sbagliata. L’infermiera non usava la sua, che era semplicemente parcheggiata per strada, tra casa sua e il centro salute di Orte, distanti poco più di un chilometro l’una dall’altro”.

Riguardo invece agli orari di lavoro, l’infermiera ha chiarito: “Sono flessibili. Basta che io faccia sei ore e timbri il cartellino quando parto e quando rientro alla casa della salute. Io non presto servizio alla casa della salute. Ci vado solo a timbrare e a prendere la macchina aziendale. Io lavoro per il servizio di assistenza domiciliare della Asl di Viterbo”.

Redazione Nurse Times

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