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Conoscere gli esami ematochimici: la VES (velocità di eritrosedimentazione)

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Conoscere gli esami ematochimici: la VES (velocità di eritrosedimentazione)
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Con il termine VES si indica la velocità di eritrosedimentazione (velocità di sedimentazione degli globuli rossi, detti eritrociti, presenti nel sangue). Il test misura il tempo impiegato dai globuli rossi per separarsi dalla parte liquida del sangue (il plasma) e depositarsi sul fondo di una provetta. Il risultato è calcolato in millimetri di plasma presenti nella parte superiore della provetta dopo un’ora.

L’esame è utile per individuare la presenza di un’infiammazione e, pur essendo poco specifico e poco sensibile, poiché non dà indicazioni precise sulla malattia che ha provocato l’infiammazione, è molto utilizzato, soprattutto perché economico e di facile esecuzione. In genere è prescritto insieme ad altri test come l’esame della proteina C-reattiva (PCR) o delle mucoproteine.

La VES può essere raccomandata dal medico in diversi casi:

  • quando sospetti la presenza di un’infiammazione o di un’infezione: ad esempio, qualora un individuo tenda ad ammalarsi spesso, a causa di un abbassamento delle difese immunitarie, e abbia disturbi (sintomi) associati alle infiammazioni come la faringite, l’otite, la bronchite, o febbre che si ripete nel tempo (ricorrente)
  • quando una persona accusi disturbi (sintomi) che possano essere associati a malattie come l’artrite transitoria, la polimialgia reumatica, la vasculite sistemica o l’artrite reumatoide

Il Test

La VES è un esame molto semplice, non ha controindicazioni e si effettua tramite un semplice prelievo di una piccola quantità di sangue (campione) da una vena del braccio.

Non è necessario essere a digiuno anche se, spesso, nei laboratori di analisi viene comunque richiesto. Dopo il prelievo si può immediatamente tornare a svolgere le normali attività.

Alcuni farmaci possono influire sul risultato dell’esame facendo aumentare o diminuire la VES; per questo motivo, se si sta seguendo una cura farmacologica, è importante che il medico ne sia a conoscenza.

Le donne di solito hanno una VES più elevata rispetto agli uomini. Anche la gravidanza, così come le mestruazioni possono provocare un aumento della VES.

Risultati

La VES è misurata in millimetri l’ora e i valori normali (valori di riferimento) nei risultati dell’analisi sono differenziati per sesso e per età:

  • uomini fra i 20 e i 49 anni: la VES in media è uguale a 5 mm/h ma l’intervallo in cui è ritenuta normale è compreso tra 0 e 13 mm/h
  • uomini fra i 50 e i 69 anni: la VES in media è uguale a 7 mm/h ma l’intervallo in cui è ritenuta normale è compreso tra 0 e 19 mm/h
  • donne fra i 20 e i 49 anni: la VES in media è uguale a 9 mm/h ma l’intervallo in cui è ritenuta normale è compreso tra 0 e 21 mm/h
  • donne fra i 50 e i 69 anni: la VES in media è uguale a 12 mm/h ma l’intervallo in cui è ritenuta normale è compreso tra 0- e 28 mm/h
  • Il risultato del test può essere condizionato da fattori non dipendenti da una malattia o, comunque, non direttamente collegati ad un’infiammazione.

Si può avere una VES più elevata del normale in presenza di:

  • età avanzata
  • anemia
  • sesso femminile
  • gravidanza
  • post-partum
  • traumi
  • necrosi tissutale (a seguito di traumi)
  • infiammazioni già superate
  • caldo
  • globuli rossi di dimensioni superiori alla media come, ad esempio, nella macrocitosi (MCV elevato)
  • malattie linfoproliferative, che includono malattie infettive, come la mononucleosi, e malattie tumorali, come leucemie e linfomi

Si può avere una VES più bassa del normale in presenza di:

  • giovane età
  • sesso maschile
  • aumento del numero dei globuli rossi nel sangue (poliglobulia)
  • freddo
  • globuli rossi di dimensioni inferiori alla media, es. nella microcitosi (MCV basso)
  • malnutrizione

Tra le patologie che provocano un innalzamento del valore della VES ricordiamo:

  • endocardite, infiammazione della membrana di rivestimento interna del cuore
  • gotta, tipo di artrite acuta causata da cristalli di acido urico che si depositano solitamente nelle articolazioni
  • malattie della tiroide
  • malattie renali
  • tubercolosi
  • sifilide
  • mononucleosi
  • febbre reumatica
  • artrite reumatoide
  • artrosi
  • allergia acuta
  • lupus eritematoso sistemico
  • infarto del miocardio
  • ictus
  • infarto polmonare
  • meningite acuta
  • polmonite
  • leucemia
  • linfomi
  • setticemia
  • uremia
  • mieloma multiplo
  • vasculite necrotizzante
  • polimialgia reumatica
  • iperfibrinogenemia
  • arterite a cellule giganti
  • tromboflebite
  • ascessi

redazione NurseTimes

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