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Vaccino Pfizer, “Slittamento a 42 giorni dell’intervallo tra prima e seconda dose non ne inficia l’efficacia”

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Coronavirus, variante sudafricana nemica del vaccino Pfizer?
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Così Franco Locatelli, presidente del Css e coordinatore del Cts, che in tivù ha detto la sua anche su coprifuoco, mascherine e opportunità di vaccinare gli under 18. A breve dovrebbe essere possibile la conservazione del siero anglo-svedese a 2-8 gradi.

Nessun problema, finora, per chi ha rispettato un intervallo più lungo tra le due dosi di Pfizer, come proposto dalle autorità italiane. Intervistata da RaiNews24, Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, difende la validità del vaccino anglo-svedese.

“Non vedo perché si dovrebbe alimentare la sfiducia in un vaccino che funziona – ha dichiarato –. E sembrerebbe che le campagne vaccinali stiano funzionando. Benvenga, quindi “una decisione volta a migliorare ulteriormente la copertura”. I test clinici sono stati condotti con un richiamo a 21 giorni, ricorda Marino, aggiungendo che “non ci sono dati sull’allungamento dei tempi della somministrazione dal punto di vista della risposta immunitaria”.

A breve potrebbe cambiare la modalità di conservazione del vaccino Pfizer, che una volta scongelato potrebbe essere tenuto in un normale frigo per un mese: “Stiamo lavorando a formulazioni più maneggevoli. Abbiamo sottoposto all’Ema la possibilità di conservare il vaccino tra 2 e 8 gradi per un mese, una volta uscito dal box di conservazione in cui è trasportato”. In autunno, ha aggiunto Marino, potrebbero arrivare i dati sulla fascia di età 12-15 anni: “I dati sono molto promettenti, con efficacia del 100%, e una copertura superiore alle fasce più alte”.

Sul tema dello slittamento a 42 giorni tra la prima e la seconda dose del vaccino Pfizer è intervenuto anche Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, che ad Agorà, su Rai Tre, ha detto: “L’intervallo tra la prima e la seconda somministrazione prolungato alla sesta settimana, quindi ai 42 giorni, non inficia minimamente l’efficacia dell’immunizzazione e ci permette di somministrare molte più dosi di vaccino”.

Locatelli ha poi parlato dell’opportunità di vaccinare gli under 18: “E’ indubitabile che la fascia pediatrica è stata risparmiata da casi gravi o fatali di Covid-19, ma qualche caso c’è stato e per una famiglia conta quel caso. Questo è già un motivo per vaccinare anche i giovani. Ma è chiaro che, vaccinando anche l’età adolescenziale e in futuro quella pediatrica, si ridurrà ulteriormente la circolazione virale. E questa è un’altra ragione per favorire la diffusione di una campagna di vaccinazione anche sotto i 18 anni di età o sotto i 16, come avviene con Pfizer”.

Locatelli haanche detto la sua sul possibile slittamento del coprifuoco: “Credo ci sia il margine per uno slittamento dell’orario di restrizione dei movimenti. Poi, se saranno le 23 o le 24 è scelta che spetta al Governo”.

Unfine, sull’uso delle mascherine: “Meglio continuare a indossarle, per ora. Potremo tornare a abbracciarci quando avremo percentuali più alte di vaccinati (fino a oggi è del 28% della popolazione italiana ha ricevuto almeno una dose) e quando avremo una circolazione più ridotta del virus”.

Redazione Nurse Times

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