TARANTO, 26 FEB – “All’accettazione del pronto soccorso dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto il familiare di una paziente ha rivolto grida, parolacce, offese personali e pesanti minacce a un infermiere, colpevole solo di lavorare in un sistema sanitario che non lo tutela a sufficienza”.
E’ quanto denuncia il segretario generale aggiunto della Cisl Fp di Taranto, Giuseppe Lacorte, precisando che l’episodio è avvenuto giovedì sera e che “solo l’intervento di una guardia giurata ha contribuito a sedare l’animo inquieto, ma non è bastato perché l’infermiere è stato obbligato alle cure dello stesso pronto soccorso, con il risultato che ha dovuto fare ritorno a casa con una prognosi di tre giorni per crisi ipertensiva reattiva, tachicardia e terapia ansiolitica a corredo”.
Il sindacalista spiega che spesso “le attese diventano lunghe a causa di poco personale, turni massacranti, molto stress, carenza di posti letto per acuti, pronto soccorso utilizzato quasi fosse l’ambulatorio del proprio medico di famiglia”, ma l’esagitato ha dato in escandescenza “dopo una manciata di minuti dall’arrivo in ospedale, non curandosi del fatto che stava rallentando un pubblico servizio”.
L’infermiere, informa Lacorte, “ha deciso di non querelare il suo aggressore, probabilmente per paura di ritorsioni personali, e per questa ragione chiediamo da tempo alla Asl di costituirsi parte civile in questi casi”.
Redazione Nurse Times
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