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Stop a “Basta Dittatura”: chat no vax oscurata da Telegram per incitazione alla violenza

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Stop a "Basta Dittatura": chat no vax oscurata da Telegram per incitazione alla violenza
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Sul gruppo social, oltre a minacce e insulti, erano stati pubblicati anche i dati sensibili di politici e virologi.

“Basta Dittatura”, chat no vax e no Green Pass di Telegram utilizzata da migliaia di utenti, è stata oscurata. Chi prova ad accedervi trova infatti un messaggio che recita: “Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i termini di servizio di Telegram”. E la violazione consiste nella “incitazione alla violenza”. Ma non solo: è stata oscurata anche la pagina “Basta Dittatura Chat”, che vanta oltre 7mila iscritti.

Sul gruppo, divenuto anche mezzo per autoconvocarsi alle manifestazioni, erano stati pubblicati indirizzi e numeri di telefono di Palazzo Chigi, oltre che di politici e di noti virologi. Senza dimenticare i messaggi minatori, tra cui le minacce al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Nelle scorse settimane la Procura di Torino aveva emesso un decreto di sequestro dopo la diffusione dei dati sensibili, chiedendo la “collaborazione volontaria” degli amministratori della piattaforma.

Matteo Bassetti, uno degli infettivologi presi di mira (sulla chat era stato pubblicato anche il suo numero di cellulare), ha subito commentato la decisione di Telegram. “Speriamo che sia solo l’inizio, visto che già una volta era stato chiuso e poi riaperto. Io mi auguro che chi ha commesso su queste piattaforme reati molto gravi, che vanno dalle minacce allo stalking ad altri, sia perseguito molto rapidamente con processi fatti in maniera tempestiva”.

Non sono mancate le critiche per l’oscuramento. Critiche alle quali Pavel Durov, fondatore della piattaforma con sede a Dubai, ha risposto con un messaggio social: “Questo canale e la chat di gruppo hanno incitato alla violenza contro i medici che effettuano la vaccinazione. Hanno pubblicato dati privati di medici specifici e ne hanno chiesto l’esecuzione. Incitare alla violenza è contro i termini di servizio di Telegram. Abbiamo avvertito gli amministratori di questi canali prima di fermare la violazione, ma non hanno agito. Inoltre è intervenuta anche la Procura di Torino, città dove ho frequentato l’asilo e le elementari. Per quanto riguarda i flashmob, sono inutili. Su qualsiasi altra app mobile tali canali sarebbero stati rimossi settimane fa, senza preavviso. A differenza della maggior parte delle altre piattaforme, Telegram consente agli utenti di esprimere ragionevoli dubbi e preoccupazioni in merito alla vaccinazione obbligatoria. Ciò che non permetteremo mai, tuttavia, sono gli appelli pubblici alla violenza, che sono stati limitati su Telegram dal 2015”.

I no vax, però, non si sono dati per vinti e, poco dopo l’oscuramento di “Basta Dittatura”, hanno creato un account sostitutivo, stavolta denominato “Basta Dittatura-Proteste”, che ha ben presto raggiunto oltre 6mila contatti. E tra i primi messaggi condivisi sul nuovo profilo ce n’è uno che recita: “Bisogna andare su una piattaforma alternativa e basta. Quello che ha fatto Telegram è una spaccatura totale, non recuperabile. Se la politica di Telegram è la censura di canali scomodi, allora è inutile perdere energie per poi essere bloccati di nuovo”.

Redazione Nurse Times

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