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Schirru a Storie vere Rai1: “si investe poco sull’assistenza…si potrebbe evitare tutto questo”

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Continua l’attenzione dei media sui presunti casi di morti sospette, dopo Piombino ora spunta anche Bergamo.  Di questo si è parlato nella trasmissione di Rai1 “Storie Vere” andata in onda il 14/04/2016 (VEDI), condotta da Eleonora Daniele, delle infermiere indagate  sui rispettivi presunti decessi in ospedale e delle corrette procedure da seguire.

Nella trasmissione è stata intervistata un’infermiera che lavora in rianimazione: “Quando ho letto sui giornali delle infermiere di Piombino e Bergamo indagate sui sospetti decessi sono rimasta sbigottita, perché questa professione si fa per salvare delle vite e non per uccidere. Gli infermieri gestiscono dei farmaci che se non usati correttamente potrebbero diventare anche mortali”.

I medicinali in questione (eparina e valium) – continua l’infermiera – non hanno bisogno di conservazioni particolari, possono stare tranquillamente insieme ad altri farmaci, non hanno bisogno di un registro che indichi la somministrazione e la giacenza in reparto. Il problema è che chiunque potrebbe agire indisturbato nell’utilizzarli.

Qualsiasi decesso in un’unità operativa viene considerato un po’ come un fallimento della professione sia medica che infermieristica, anche perché noi lavoriamo per far guarire la gente, non per farla morire. Personalmente stento a credere che una persona che sceglie di fare l’infermiere possa pensare di uccidere l’ammalato”.

Ad intervenire questa volta in diretta TV è stata la vicepresidente nazionale IPASVI Maria Adele Schirru: “I sistemi organizzativi nelle nostre strutture sanitarie andrebbero rivisti globalmente, perché alcuni criteri di controllo sono deficitari, lo stesso sistema organizzativo aiuta poco i professionisti per evitare che ci siano errori  e il risk management non è così diffuso e funzionale, essendo stato sviluppato diversamente nelle varie strutture.

Al di là di questo eventi inqualificabili – continua la Schirru – per quanto è triste ciò che è accaduto, spero che possa essere rivista la situazione delle infermiere coinvolte, e che comunque non si stigmatizzi questa categoria. Noi siamo tutti costernati da queste vicende.

Ci sono mezzi per poter evitare queste situazioni, si è molto investito in sanità per tecnologia ad uso della diagnostica ma molto poco a supporto dell’assistenza. E’ giusto aumentare i controlli, ma facilitiamo la vita di medici ed infermieri”.

La Redazione Nurse Times continuerà a seguire in prima linea gli sviluppi di questi eventi, per garantire una corretta informazione sia per il professionista infermiere sia per i cittadino che si rivolge alle strutture sanitarie per soddisfare il proprio bisogno di salute, e può farlo in assoluta sicurezza. Il ruolo dei media in questo particolare momento in cui il rapporto fiduciario tra operatori sanitari e cittadini sembra essere compromesso o quantomeno messo in discussione, è importante, per cui ribadiamo il nostro impegno a favore della giusta e corretta informazione.

Savino Petruzzelli

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