Home Specializzazioni Infermiere di Sala Operatoria Primo trapianto di fegato senza trasfusione di sangue per paziente testimone di Geova
Infermiere di Sala OperatoriaNT News

Primo trapianto di fegato senza trasfusione di sangue per paziente testimone di Geova

Condividi
Primo trapianto senza trasfusione di sangue per paziente testimone di Geova
Condividi
Un intervento tanto straordinario quanto proibitivo è stato compiuto presso il Polo Chirurgico Confortini dell’ospedale Borgo Trento di Verona.
Per andare incontro alle esigenze spirituali di una paziente testimone di Geova, un trapianto di fegato è stato compiuto senza trasfusioni di sangue.

Ad eseguire l’intervento, il primo in Triveneto, l’équipe del Centro trapianti di fegato diretta dal dottor Umberto Tedeschi. La complessa operazione è stata compiuta il 23 dicembre 2018, ma la notizia è stata diffusa solo ieri, quando i medici hanno avuto certezze, a quasi tre mesi di distanza, che non ci saranno complicanze.

L’intervento, durato cinque ore, è stato effettuato utilizzando diverse tecniche chirurgiche per limitare al massimo le perdite ematiche. Sono stati impiegati il recupero intraoperatorio, l’emodiluizione ed una serie di micro prelievi di sangue. A fine operazione, inoltre, sono stati somministrati ferro ed eritropoietina.
Dopo alcuni giorni di degenza sotto stretto monitoraggio clinico per ristabilire i valori ematici, la paziente è stata dimessa e ora presenta un buono stato di salute.

Il rispetto del credo della paziente è diventato la priorità.

«Siamo in un ambito piuttosto complesso — spiega Tedeschi — in cui ci sono diverse problematiche, non solo tecniche ma anche etiche, che richiedono non solo il rispetto religioso dei pazienti testimoni di Geova, ma anche il profondo rispetto dell’atto donativo e della finalità terapeutica del trapianto stesso: non possiamo permetterci di risultare fallaci.

 state messe in atto tecnologie atte a finalizzare il risparmio del consumo di sangue, ad esempio la reinfusione in circolo del sangue stesso del malato. Già di per sé, il trapianto di fegato rimane un intervento di complessità e gestione eccezionali: proprio per questo deve essere valutato con estrema ratio e gestito in un bilancio complessivo di fattibilità chirurgica prima della decisione finale di iscrizione in lista definitiva per il trapianto».

Simone Gussoni

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT News

Rapporto CREA sulle performance in sanità: regioni in ripresa, ma resta il divario Nord-Sud

I cittadini chiedono più servizi per la perdita di autosufficienza. Il XIV...

NT NewsPiemonteRegionali

Torino, brutale aggressione all’ospedale Martini: frattura del bacino per un infermiere

Nella giornata di lunedì 22 giugno un medico e un infermiere dell’ospedale...

NT News

Cartella clinica: la prima copia è gratis, ma molti si fanno pagare. Come difendersi da una prassi contraria alle norme Ue

La seguente ricognizione, effettuata dal Fatto Quotidiano, fa luce su un malcostume...